venerdì 26 giugno 2009

Acuavida Aquascaping Contest 2009

Lo scorso 21 giugno sono stati pubblicati i risultati dell' AAC al quale ho partecipato.
Il primo e il secondo posto assoluti sono andati a due italiani e la cosa mi ha reso immensamente felice. Ancora di più perchè ho avuto modo di scambiare, con alcuni dei partecipanti, delle opinioni sui rispettivi lavori.
La mia vasca non si è piazzata all'ultimo posto e questo è già un bel risultato.



Essendo ben cosciente che l'acquario era assolutamente immaturo e non pronto per un concorso ho voluto partecipare per puro divertimento... il 116° posto su 150, (44° su 51 nella categoria acquari di taglia media) quindi è per me un risultato grandioso.




Sono dispiaciuto di essere arrivato ultimo fra gli italiani in gara, ma visti i lavori degli altri connazionali devo dire che i giudizi sono stati assolutamente corretti.
La foto utilizzata per il contest spagnolo è molto simile a quella inviata al contest dell'ADA anche se quest'ultima era migliore. Visto che oramai la prima è stata pubblicata ne ho fatto una versione un po elaborata: ho tagliato l'alone superiore dato dal neon e ho inserito una cornice. Mi sembra che il risultato estetico sia migliore rispetto allo scatto originale...



A fine mese dovrebbero arrivare i risultati anche del contest dell'ASE, vedremo se ci saranno opinioni diverse visto che ho partecipato con un immagine diversa (purtroppo peggiore). La grande attesa comunque è per il contest dell'ADA...qui le speranze di avere pareri favorevoli sono ancora più basse (anche se la foto era la migliore delle tre), ma resterà la soddisfazione di avere partecipato.

mercoledì 27 maggio 2009

Contests

Tra l'inizio e la fine di maggio hanno chiuso le iscrizioni ben tre contests internazionali di aquascaping tra i quali anche l'ADA International Aquatic Plants Layout Contest 2009.

Il mio acquario non è stato progettato nell'ottica di partecipare ad alcuno di questi concorsi anche perchè nella sua filosofia il progetto si avvicina non tanto ad un concetto di "aquascape" quanto a quello degli acquari "naturali" del primo Amano. Speravo comunque un giorno di poter avere un acquario degno dell'iscrizione all'ADA se non altro perchè per farlo avrei avuto bisogno di un acquario all'altezza della cosa.

Visti gli enormi miglioramenti compiuti dalla vasca negli ultimi due mesi mi sono comunque lasciato tentare e alla fine dello scorso mese mi sono iscritto all'Aquatic Scapers Europe International Contest 2009 non tanto con la speranza di vincere qualcosa, quanto con la voglia di confrontarmi con qualche onesta critica sul mio acquario.
Alla chiusura del concorso mi sono accorto che dall'Italia sono arrivate solo 6 iscrizioni su 117:


Un numero di partecipanti decisamente basso dal nostro paese...

La cosa è stata notata e ripresa in una discussione sul forum di Aquagarden dove ho raccolto l'invito a partecipare anche agli altri due concorsi in chiusura: L' ADA




e l' Acuavida Aquascaping Contest 2009 con la constatazione che nel frattempo l'acquario era ulteriormente migliorato e gli scatti erano riusciti meglio dei precedenti.

Quando ho ricevuto la mail di conferma dell'iscrizione all'ADA non riuscivo a credere di essermi veramente iscritto...

Chiaramente le foto con le quali si partecipa non possono essere pubblicate ma posso riportare i dati con i quali mi sono iscritto e una foto recente (laterale):

Titolo dell' aquascape:
Alveus Fluvialis
Misure: 100x30x40
Capacità: 120 l

Piante:
Anubias barteri var. nana
Alternanthera reineckii
Cardamine lyrata
Ceratophyllum demersum
Hemianthus callitrichoides
Hemianthus micranthemoides
Limnophila sessiliflora
Microsorum pteropus
Taxiphyllum barbieri

Pesci e invertebrati:
9 Caridina multidentata (Caridina japonica)
8 Paracheirodon axelrodi
2 Hyphessobrycon herbertaxelrodi
Physa marmorata
Planorbis spec.

Decorazioni: 3 stones, 2 woods
Illuminazione: 1 Philips Master TL-D Super 80: T5 30W/865 10h/day
Fertilizzazione: Weekly: Sera florena, kent Pro-Plant, PO4 (DIY solution), Daily: JBL Ferropol 24, K2SO4 solution
CO2: DIY Yeast CO2
Fondo: Akadama (medium size), Tetra initial stiks
Note: Tank started on 2008 Feb 04 - it's a long term project.


L'unica precisazione doverosa è che al momento della partecipazione all'ASE l'Althernanthera non era presente in acquario in quanto tutte le piante della specie erano notevolmente deperite.




lunedì 11 maggio 2009

Carbonio organico

Dopo avere quasi completamente sconfitto le alghe nell'acquario riequilibrando i nutrienti, mi sono posto il problema di eliminare quelle rimanenti (quasi esclusivamente staghorn) e di migliorare la salute delle piante che, per quanto in ripresa, non erano ancora al massimo.

Vari siti come ad esempio il blog
mralgae indicano come possibile causa di tali problemi il basso livello di CO2.

Effettivamente il mio sistema a lievito per la generazione della CO2, per quanto lo consideri un sistema valido, non permette di spingere a piacimento la quantità di CO2 erogata. Inoltre soffre di fluttuazioni dovute ai tempi di innesco e di esaurimento dei lieviti.
Non essendo convinto dell'acquisto di un sistema pressurizzato (anche per la scarsa illuminazione di cui dispone l'acquario che, comunque, è un fattore limitante) mi sono preoccupato di trovare un sistema diverso per fornire carbonio alle piante.
Coincidenza vuole che nel negozio dove di solito mi rifornisco fosse appena arrivato il Carbon Plus della Azoo.



Ho iniziato ad utilizzarlo da una settimana e la prima conseguenza visibile è stato il notevole pearling mostrato dalle piante in particolare dalla Limnophila



e dalla Microsorum



inoltre, dopo una settimana gli steli della limnophila si sono irrobustiti in maniera notevole:



Le staghorn stanno (molto lentamente) regredendo ma ancora non sono scomparse...

Un paio di scatti

A volte gli ospiti dell'acquario si fermano quel che basta per fare una foto decente...

Ecco una Physa marmorata a pelo d'acqua:




Ed un primo piano ad una Caridina Multidentata (Caridina Japonica):



venerdì 3 aprile 2009

Physa

Assieme alle piante di Althernanthera sono arrivate nell'acquario delle lumachine del genere Physa.
Probabilmente non ero riuscito a ripulire adeguatamente le piante e qualche uovo è sopravissuto.
Hanno una conchiglia bellissima e non sembrano riprodursi molto velocemente per cui ho evitato di eliminarle.

Sul sito http://www.vergari.com/ si trovano delle informazioni sulla specie che riporto di seguito:
"La famiglia Physidae è originaria dell'Europa, Asia settentrionale, America centrale e Africa occidentale.
Sono generalmente accettati 4 generi: Physa, Physella, Aplexa (Europa, America, Asia e Africa) e Stenophysa (America centrale).
Le lumache di questa famiglia hanno sia la conchiglia sinistrorsa (con le spire che si svolgono verso destra) che il corpo sinistrorso (apertura del polmone verso sinistra) e il bordo del mantello con due lobi che abbracciano la conchiglia ai due lati destro e sinistro del corpo. Questa estensione del mantello allarga la superficie del corpo; probabilmente per accrescere lo scambio di O2 e CO2 (una sorta di funzione branchiale), che rende possibile a questi polmonate di rimanere sommerse per periodi più lunghi.
Queste lumache depongono uova trasparenti che vengono incastonate in un solido ammasso gelatinoso, attaccato a piante, rocce o altri oggetti.
Le dimensioni delle lumache della famiglia Physidae varia da 13 mm. (Physa fontinalis ) a 20 mm. (Physa acuta )."

Da alcune foto trovate sul web ho identificato quelle del mio acquario come
Physa marmorata:

Nome scient.: Physa marmorata
Origine: Europea
Dimensioni: 6 mm
Temperatura: 0 - 25°C
Ph: 7 - 7.2
Comportamento: Pacifico.
Alimentazione: Onnivora, detritivora

Note: può diventare infestante se trova cibo abbondante

Ecco una foto di un esemplare:


venerdì 27 marzo 2009

Ceratophyllum demersum

La Lilaeopsis è completamente implosa... penso per la scarsa luce. L'Althernanthera non sembra avere sorte migliore quindi quando mi è stato regalato uno stelo di una piantina un po' meno esigente l'ho accettato di buon grado.

Ecco alcune informazioni raccolte qua e la su internet:
Ceratophyllum demersum: Tropica No. 021
Famiglia: Ceratofillacee.
Origine: Cosmopolita
Lunghezza: 5-200 cm.
Temperatura: 10-30°C
pH: 6.00 - 9.00
Illuminazione: intensa
Crescita: veloce
Riproduzione: talea
Difficoltà: facile
Moltiplicazione: per talea

Descrizione: Pianta erbacea perenne sommersa, munita di fusti ramificati e molto fragili, articolati; foglie sessili in verticilli, multifide in lacinie filiformi; sono raggruppate a sei o dodici con una lunghezza singola variabile dagli 8 ai 40 mm di lunghezza, e possono essere semplici o biforcate. I fiori raggiungono come massima i 2 mm di lunghezza e sono difficilmente notabili in quanto i loro petali hanno una colorazione verde come il resto della pianta,fiori solitari all'ascella delle foglie, quelli maschili in alto,quelli femminili in basso.
Il frutto consiste in una noce di 4–5 mm di lunghezza, solitamente con tre spine, due basali ed una apicale, per un totale di 1–12 mm di lunghezza.

Cresce in prevalenza in acque immobili o poco mosse, in stagni od acquitrini con una temperatura estiva di 15-30 °C ed uno status nutriente molto ricco.

Richiede cure costanti, regolari fertilizzazioni, CO2 ed acqua limpidissima.

Sovente è utilizzata per ossigenare acquari , è una pianta che ama fluttuare liberamente in superficie piuttosto che rimanere ancorata al substrato. Non possiede radici ma può anche essere ancorata ad un sasso senza bisogno
di interrarla.

Questa pianta è veramente efficace contro la lotta allo sviluppo delle alghe, dato che si nutre delle stesse sostanze nutritive e produce delle sostanze nocive che frenano il loro sviluppo.

Ecco lo stelo regalatomi che compare in mezzo alle piante di Limnophila:



lunedì 9 marzo 2009

Rifacimento primo piano

Il tentativo di rallentare il flusso del filtro per miglirarne l'efficienza è fallito nel giro di due giorni. Le piante mostravano un notevole peggioramento per cui ho ripristinato quello che ormai ritengo il livello ottimale.

La Lilaeopsis, che sembrava essere la pianta in migliori condizioni è decisamente peggiorata: foglie piccole, scure, piene di alghe (staghorn). Ne ho rimossa la maggior parte (a sinistra) per fare posto all' Hemianthus Callitrichoides, che sembra riprendersi, e tagliato a raso quella restante (a destra).

Vista la ripresa della Calli ne ho acquistato un nuovo vasetto per vedere se questa volta riesce ad avviarsi meglio.

Ho rimosso tutte le alghe e ripreso a fertilizzare a pieno ritmo sia con la fertilizzazione settimanale, sia integrando giornalmente Fe e K. Non si notano segni di alghe (a parte le staghorn) e le piante sembrano migliorare.