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venerdì 27 novembre 2015

Echinodorus quadricostatus "magdalenensis"

Dopo  Hemianthus callitrichoides, Utricularia graminifolia,e Lilaeopsis  ho aggiunto l' Eleocharis parvula alla lista dei fallimenti per un primo piano decente.
Tutte queste specie, dopo un apparente attecchimento iniziale, sono state progressivamente soffocate dalle diverse alghe. Trattandosi di piante con steli molto sottili i tentativi di liberarle dalle alghe non hanno fatto altro che accelerare la loro scomparsa.

In questo caso il problema è stato accentuato da una serie di problemi iniziati dalla radice che avevo introdotto lo scorso novembre e che, all'inizio delle estate, ha iniziato a marcire riempendosi di alghe (in particolare BBA).
Dopo la sua rimozione l'acquario, che già era svuotato del suo elemento principale,   ha subito un ulteriore infestazione da parte di un'alga che non era mai stata presente in precedenza e che ho identificato come Cladophora crispata.

Ulteriori pulizie hanno portato quindi all'eliminazione quasi totale delle piante, ad una sostituzione di parte del materiale del fondo.

Con pazienza ho iniziato ad allargare le poche piante rimaste e dopo una pulizia approfondita ho spaccato una delle rocce rimosse a novembre per distribuirne i piccoli pezzi in vari punti. Lo scopo era quello di riempire un po' i vuoti e di farlo dando un estetica più naturale al tutto.

A questo punto ho rinunciato all'idea di un pratino in primo piano e mi sono orientato verso l' Echinodorus quadricostatus "magdalenensis" che è considerata una pianta facile e a crescita e diffusione rapide.


Ho raccolto alcune informazioni da varie fonti:

Echinodorus quadricostatus "magdalenensis",  Tropica No. (068)


Famiglia: Alismataceae
Provenienza: Sud America (Colombia)

Dimensioni:
Altezza: 5-15 cm
Larghezza: 10-15 cm

Valori dell'acqua:
Temperatura: 18-28°C
Durezza: tenera-media
pH: 6 - 8

Caratteristiche:
Crescita: Veloce
Luce: Bassa
CO2: Bassa
Difficoltà: facile

Si conoscono 3 varietà di Echinodorus quadricostatus che differiscono per l'habitat e per i semi.
La varietà Echinodorus quadricostatus "magdalenensis" è una bella pianta molto adatta da primo piano, di colore verde-chiaro, che crea un bel contrasto con le piante di colore verde-scuro presenti in acquario. Il nome è derivato dal suo ambiente naturale, il fiume Magdalena in Colombia.
La foglia spadata è larga 0,5 - 1 cm
Si tratta di specie spermatofite ma i fiori piccoli e bianchi si sviluppano solo al di sopra della superficie dell'acqua. In acquario ssi riproduce per via vegetativa - dalle propaggini ( germogli laterali ) . E' possibile tagliare il germoglio laterale quando piantina ha messo radici .Solitamente la pianta produce diramazioni ogni 5-10 cm sul fondo dell'acquario e le nuove piante si sviluppano molto presto. La pianta madre trasferisce molte delle proprie energie alle nuove piante e se la connessione viene tagliata, la pianta madre cresce in modo vigoroso. 


La pianta da me acquistata si presentava in buone condizioni con un paio di propaggini già sviluppate.
In realtà una volta estratta dal vasetto le piante si sono rivelate essere due di cui una con due propaggini di buona grandezza(che ho seprato immediatamente) e una con una propaggine piccola in fase di sviluppo.
Ho quindi ottenuto 4 piante con un solo acquisto...
Spero in una crescita relativamente rapida in modo da poterle distribuire su tutto il primo piano.


lunedì 2 febbraio 2015

Eleocharis parvula

Continuando il rinnovamento dell'acquario ho deciso di riprovare a creare un prato di primo piano.
L'idea è presente fin dal progetto iniziale ma i precedenti tentativi con Hemianthus callitrichoides, Utricularia graminifolia,e Lilaeopsis sono clamorosamente falliti probabilmente a causa della luce troppo scarsa.

Dopo aver cercato una pianta meno esigente per il primo piano ho deciso di ordinare un vasetto di Eleocharis parvula. Il mio commerciante di fiducia mi ha fatto arrivare una confezione della Anubias in cui la pianta è immersa in gel di coltivazione che va adeguatamente sciacquato.

La confezione, molto elegante riporta i dati delle condizioni ideali di coltivazione


 e contiene un fitto insieme di piantine il cui volume è più o meno equivalente a quello dei tradizionali vasetti.


Come da raccomandazioni ne ho ottenuto una serie di ciuffi che ho piantato, un po' distanziati fra loro, in un'area appositamente liberata nell'acquario.



L'idea è di allargare la superficie dedicata una volta verificato che le piante attecchiranno in maniera adeguata.




Come per altre piante riporto una scheda ottenuta cercando i dati da più fonti possibile:

Eleocharis parvula, Tropica No. (132C)

Famiglia:  Cyperaceae
Genere: Eleocharis
Nomi comuni: giunchina piccina o giunchina minuscola
Provenienza: Europa e Africa, diffusa anche in qualche zona del continente Americano. In italia è presente in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna.

Dimensioni: Altezza massima 15cm
Altezza media: 5-10 cm.
Larghezza media: 8-10 cm.

Valori Dell'acqua:
Temperatura: 10-28°C
Ph: 6-7,5 (8.0 secondo alcune fonti)
Gh: 6-20 (5-15°dGH secondo alcune fonti)

Luce: Illuminazione da moderatamente intensa ad intensa

Moltiplicazione: Tramite stoloni

Morfologia:
piccola pianta aghiforme a rosetta. In condizioni idonee stolona e produce nuove piantine con sorprendente rapidità, andando in breve tempo a colonizzare tutto il fondale. L'altezza massima in acquario dipende dalle condizioni  di luce, e può variare da 2 a 10 cm.


Può essere facilmente confusa con la sorella maggiore Eleocharis acicularis. Una volta adattata alla sommersione invece sarà praticamente impossibile confonderla con la E. acicularis, prorio per la netta differenza di lunghezza delle foglie (maggiore in E. acicularis e minore in E. parvula).

Caratteristiche:
Pianta palustre adattabile sia a coltivazione emersa che sommersa. Prolifera lentamente tramite stoloni sotterranei, va coltivata in folti gruppi con i quali è possibile creare pratini.

Necessita di una fertilizzazione perlopiù del substrato.

E' consigliabile piantarla in un substrato sabbioso o a grana fine per evitare la rottura delle fragili radici.

Va piantata in piccoli ciuffetti posti a distanza tra loro.

Per far si che cresca bassa e che metta gli stoloni che portano alla formazione di un vero e proprio prato in acquario, necessita di un'illuminazione intensa e di un'abbondante erogazione di CO2.


Posizione In Acquario:

adatta alla zona anteriore della vasca e/o per attorniare la base di gruppi rocciosi. In allestimenti in stile "Iwagumi" viene spesso usata per coprire l'intera superficie piantumabile dell'acquario.


Modalità di Riproduzione:

in natura si riproduce grazie a minuscole infiorescenze prodotte in emersione, evento pressochè impensabile in acquario, ove l'unico modo per riprodursi è la stolonatura o, volendo, il taglio e lo spostamento di porzioni di stolonatura. Sotto un'illuminazione intensa consiglio di potare frequentemente questa pianta, con forbici specifiche a punta curva ben affilate, la pianta reagirà rapidamente producendo foglie sempre più piccole, otterrete così una crescita più compatta e densa.





lunedì 26 gennaio 2015

Nuova Lampada

Quest'anno ho ritardato il cambio lampada, un po' perché indeciso su quale lampada usare, un po' perché ero impegnato nel pensare alla revisione completa dell'acquario.

Dopo aver sfruttato la prima lampada in dotazione dell'acquari, per le sostituzioni successive ho sempre scelto la Philips TLD 865 con risultati, tutto sommato adeguati. Chiaramente il limite di avere un solo neon da 30W è evidente quando si tenta di coltivare piante più esigenti.

Di recente ho avuto occasione di vedere un acquario che montava una lampada con una forte dominante azzurra che rendeva l'acquario innaturale ma rilassante. Ho cerato quindi di capire se potevo alzare leggermente la temperatura di colore della lampada senza arrivare ad avere una resa così innaturale.
Prendendo spunto dal fatto che Takashi Amano ha sempre suggerito lampade da 8000°K ho provato a cercare nei cataloghi una lampada da 7500-8000°K. Ho scoperto che Philips non propone nulla con quella gradazione se non delle lampade Food.

Cercando e ricercando comunque ho trovato un ottima offerta per una lampada per acquari da 7500°K ed ho finito per acquistarla.
La lampada è una Haquoss Solarmax T8 che risulterebbe prodotta da Acquarialand ma in realtà é un prodotto cinese rimarchiato.

Nel sito Acquarialand non sono disponibili molti dati tecnici se non che si tratta di un trifosforo di cui, dallo striminzito grafico disponibile, non si riesce a capire la resa spettrale.


Una volta installata comunque la lampada ha dato una buona resa luminosa ed è visivamente gradevole anche se non si riesce a cogliere ad occhio nudo una gran differenza con la tonalità della 865.

Ecco un paio di scatti  presi alla luce della uova lampada:


lunedì 17 novembre 2014

Restart

E' passato oltre un anno dall'ultimo appunto che ho scritto sull'acquario. Il motivo è relativamente semplice: non c'era nulla da scrivere.Niente novità, niente alghe, niente nuovi pesci o piante.

Nel frattempo stavo progettando un rifacimento del layout che passava per la sostituzione dei legni presenti (che dopo sei anni in immersione, si stavano decomponendo) e per la rimozione delle pietre che erano ormai coperte di alghe (BBA).



Lo scorso autunno ho iniziato una ricerca di rami di essenze nostrane. Ma i legni più belli che mi capitava di raccogliere, erano tutti troppo teneri (principalmente salice) o appartenenti a specie resinose. Stavo cercando di decidere se un bellissimo ramo di magnolia, da me recuperato, poteva essere utile, quando, in giardino, si è presentata la necessità di rimuovere una pianta di rosa canina divenuta troppo ingombrante. Dopo avere estirpato le radici mi sono  reso conto che una loro porzione (erano enormi) poteva essere usata per l'acquario.

Ho provveduto ad essiccare il ceppo durante l'anno appena trascorso, lasciandolo all'aria aperta finché, ad agosto, ho tagliato la porzione di radice che mi interessava. Ho trascorso un pomeriggio a fare prove di posizionamento con l'aiuto di un paio di cartoncini che avevo tagliato alle dimensioni dell'acquario.




Trovata la posizione che mi soddisfaceva ho tagliato un paio di rami che eccedevano lo spazio disponibile e ho scattato un paio di immagini che mi aiutassero a ricordare la posizione scelta. Al termine l'ho immersa in acqua in una ampia bacinella.

Nel frattempo nell'acquario ho iniziato a rimuovere due delle tre pietre presenti e, visto che la parte posteriore del fondo mi è sempre sembrata bassa, ho aggiunto ulteriore akadama al ritmo di un bicchiere per ogni cambio d'acqua: Per evitare di creare nuvole di polvere ho sciacquato preventivamente l'akadama in una vaschetta, poi raccolta con un bicchierino di plastica la immergevo molto lentamente tenendo la mano al di sotto del bicchiere già rovesciato. A questo punto era semplice rilasciare il terriccio nel punto desiderato senza disturbare i pesci presenti.

Due volte alla settimana, inoltre, provvedevo a cambiare l'acqua nella bacinella in cui la radice era immersa in quanto, per l'enorme quantità di tannino rilasciata, diventava di un colore marrone scuro nell' arco di un paio di giorni.
Pensavo di venirne a capo in un paio di settimane o al massimo un mese ma ho dovuto continuare con i cambi d'acqua fino a metà ottobre prima di ottenere il rilascio completo dei tannini.

A quel punto ho deciso di dedicare una giornata alla difficile impresa di rifare il layout senza vuotare l'acquario.

Ho rimosso la pietra restante e tutte le piante a stelo dalla parte sinistra dell'acquario, zona in cui avevo deciso di allocare la radice. Prima di inserire la radice in acquario ho legato alcune porzioni di muschio  ai rami e ho collocato in posizione opportuna varie piante di Microsorum che avevo appena tolto dall'acquario.
Ho inserito la radice in acquario e collocato nel retro le piante a stelo lasciando il primo piano completamente sgombero.
Visto che nonostante i due mesi passati in acqua la radice aveva ancora la tendenza a galleggiare ho reintrodotto, come zavorra, una delle pietre rimosse per prime che,  rimasta per un paio di mesi all'aria e al sole, aveva perso tutte le alghe che la infestavano.



Anche se le modifiche sono incomplete il risultato è molto gradevole e da molti spunti per la sua evoluzione.



venerdì 20 luglio 2012

Aggiornamento


Un aggiornamento ogni tanto è utile per fare il punto della situazione.
Come previsto tre mesi fa, il neon ha diminuito la sua luminosità, le piante si sono adattate e le alghe sono diminuite.
Una potatura drastica nell'area frontale e nel centro della vasca ha fatto scomparire definitivamente le alghe e ha riportato l'acqua ad una certa limpidezza.


Il disegno globale della vasca ovviamente non è molto curato ma è comunque gradevole. Non si potrebbe presentare ad un concorso di aquascaping ma è comunque un acquario piacevole da guardare.






venerdì 30 marzo 2012

Fattore illuminazione

Nel mese di febbraio ho cambiato, come ogni anno, il neon dell'acquario. E' noto che dopo 12 mesi la resa di un neon è più che dimezzata rispetto al momento della prima accensione anche se tale fatto non è rilevabile visivamente.
Sembra comunque che le alghe notino immediatamente la differenza in quanto, sistematicamente, ad ogni cambio del neon corrisponde l'inizio del periodo di rigoglio delle alghe nel mio acquario. Il forte incremento della quantità di luce disponibile è quindi l'elemento scatenante ma non la causa!
Ho l'abitudine di mantenere un regime di fertilizzazione molto basso e non ho modo di dosare separatamente i nitrati. Non potendo intervenire su questo elemento, non posso spingere molto la fertilizzazione in quanto qualsiasi variazione della fertilizzazione senza un corretto bilanciamento (per mancanza di apporto della giusta quantità di nitrati) mi porterebbe facilmente ad avere degli eccessi (o carenze indotte da eccessi) per cui sposterei solamente il problema ad un diverso punto.
Questo basso regime di fertilizzazione è sufficiente a non far andare in sofferenza delle piante poco esigenti, come le mie, in condizioni normali. Ma, probabilmente, l'aumento improvviso di luce disponibile scatena una maggiore richiesta di nutrienti da parte delle piante che, dopo un poco, vanno in carenza di utrienti e iniziano a deperire facilitando l'attacco algale.

La pulizia della vasca e la rimozione delle piante infestate limitano il problema ma non sono immediatamente risolutive. Il nuovo equilibrio viene raggiunto quando
- le piante hanno avuto il tempo di adattarsi al nuovo valore di luminosità
- la riduzione della massa delle piante (a causa della rimozione di quelle infestate) raggiunge un equilibrio con gli elementi (nitrati in particolare) disponibili in colonna d'acqua
- il neon ha ridotto la sua luminosità a sufficienza da non spingere le piante oltre il tasso di crescita consentito dagli elementi disponibili

Il processo potrebbe, forse, essere accelerato da una potatura drastica alle piante ma tale potatura dovrebbe essere, a mio parere, effettuata a zone. E' noto che a fronte di una potatura le piante reagiscono con un tempo di stasi vegetativa proprio di ogni specie. In tale fase la pianta non è più antagonista, delle alghe che la circondano, nell'assunzione di nutrienti e queste ultime vengono quindi favorite ulteriormente. Una potatura diffusa a tutto l'acquario quindi potrebbe favorire in maniera netta la crescita algale facendo si che tutte le piante si trovino contemporaneamente in fase di stasi.

La soluzione più ovvia consisterebbe nel sfruttare al massimo il momento del cambio della lampada aumentando l'apporto di anadride carbonica e degli altri elementi necessari alla crescita delle piante. Non è detto che questa sarebbe una soluzione efficiente in quanto, comunque le alghe sono più veloci delle piante ad adattarsi ad un nuovo regime di disponibilità di nutrienti.

Una alternativa potrebbe essere quella di frapporre fra la lampada e la superficie dell'acqua una retina in modo da ridurre leggermente la luminosità della nuova lampada. Tale retina dovrebbe avere maglie sufficientemente larghe da non fare ombra e dovrebbe essere possibile ridurre progressivamente l'efetto in modo da equilibrare esattamente il decadimento della luminosità. Tutto ciò richiederebbe, tuttavia, delle misure esatte e continue della luminosità che difficilmente sono effettuabili da un acquariofilo.

mercoledì 8 febbraio 2012

Quarto Anno

Sono passati quattro anni dall'avvio di questo acquario.
Nell'anno trascorso l'acquario è stato per un lungo periodo infestato da filamentose per cui il layout è stato poco curato e gli scatti sono stati pochi.
La situazione è stabile da quest'estate le alghe continuano sporadicamente a comparire ma sono ormai in grado di eliminarle in pochi giorni usandole come indicatore di carenze o eccessi. La cosa non ha un carattere razionale -dovrò decidermi a scrivere i mie ragionameni- ma a parità di alga e di condizione delle piante intervengo con pulizia e/o fertilizzazione e/o cambi d'acqua e/o filtraggio ottenendo risultati in tempi rapidi.

Ho raccolto un po' di scatti effettuati durante l'anno per rendermi conto dell'evoluzione della vasca nel tempo:

10 Gennaio

All'inzio dell'anno l'acquario mostrava una vegetazione rigogliosa che aveva ormai perso ogni layout imposto dalle potature.

25 Gennaio

A fine gennaio le uniche modifiche sono quelle dovute ad una leggera potatura di mantenimento. Si notano già, in primo piano, le prime alghe filamentose.

19 Febbraio

Una modifica importante: la pietra che prima era completamente rcoperta dalla vegetazione a destra è stata spostata verso il centro appoggiandola alla pietra centrale. Questo permette una migliore gestione delle piante sulla destra e dà una migliore visibilità alle pietre.

01 Ottobre

A ottobre l'acquario è molto spoglio a causa della rimozione delle piante che erano state infestate dalle alghe. In particolare il primo piano è molto spoglio...

03 Dicembre
La ripresa delle piante è stata ottima e a fine anno sì è resa necessaria una potatura drastica per dare un po di spazio anche ai pesci...

giovedì 6 ottobre 2011

Un aggiornamento

Dopo la scomparsa completa delle alghe sono riuscito a far ricrescere abbastanza piante da poter pensare ad un layout nuovo.
Per il momento mi accontento di potature di mantenimento in attesa che la situazione torni stabile per il momento le piante mostrano un aspetto vigoroso e l'acquario è molto gradevole da guardare.

Una foto presa lateralmente rende evidente la notevole ripresa della vegetazione...

mercoledì 31 agosto 2011

Alghe scomparse 2

Nonostante le pulizie effettuate in Aprile l'infestazione di alghe in acquario è continuata fino alla scorsa settimana. Nel periodo trascorso ho tentato anche di ridurre il regime di funzionamento della vasca togliendo la CO2 e riducendo la fertilizzazione. L'accorgimento non ha portato alcun beneficio se non di ridurre la velocità di crescita delle piante e quindi la frequenza delle potature.
Essendosi aggiunto, nel frattempo, alle filamentose anche un bloom algale l'acqua risultava leggermente velata di verde. Mancando di una lampada UV per risolvere il problema ho tentato di aumentare la filtrazione e togliere nutrimento alle alghe usando del carbone attivo.
Il sistema ha decisamente funzionato: dopo tre giorni di filtrazione l'acqua era cristallina e sulla reticella che tratteneva il carbone si era raccolto un ammasso di materia verde.

Questo ovviamente non ha risolto il problema delle alghe filamentose che nonostante le abbondanti pulizie continuavano ad infestare le piante in primo piano. A questo punto ho provato a dosare il carbonio organico (Carbon plus), tramite una siringa, direttamente sulle piante infestate invece che diluire la dose settimanale in superficie. Le piante interessate hanno mostrato un improvviso sviluppo con relativa regressione delle alghe.
Vista la reazione (in aggiunta a quanto sopra) ho fatto ripartire la CO2 con la cura che la quantità immessa fosse la minima possibile (ottenuta aggiungendo bicarbonato alla soluzione di acqua-lievito). Nel giro di due giorni tutti i tpi di alghe presenti hanno iniziato a regredire.

Lo scatto che segue mostra chiaramente come l'area (prima coperta da filamentose) sia completamente pulita fatto salvo tracce di cianobatteri nel punto di contatto fra il vetro frontale e il fondo.

lunedì 11 luglio 2011

Recupero delle Anubias

Nonostante le cure, negli ultimi mesi, ho visto le varie piante di Anubias riempirsi di alghe verdi e ridurre progressivamente la superficie fogliare. Alcuni rizomi hanno iniziato a marcire portando alcune piante al collasso nonostante le cure.
Dopo aver tentato un po' di tutto per recuperare le piante ho deciso di concentrarmi su tre soli esemplari per un ultimo tentativo.
Il primo l'ho semplicemente spostato in un contenitore riempito di acqua dell'acquario e abbondante fertilizzante (compreso carbonio organico) in modo da essere certo non vi fosse alcun tipo di carenza. Questo esemplare è letteralmente imploso come altri in precedenza.
Il secondo esemplare, ricordando che le Anubias sono piante sciafile, l'ho posto all'ombra ed ha mostrato pian piano di migliorare le condizioni anche se non in maniera soddisfacente.
Per il terzo, ricordando che queste piante non vivono, in natura, sempre sommerse l'ho adagiato sulla lana di perlon di cui è composto il prefiltro. Ho fatto in modo che le radici più lunghe fossero immerse ma che il rizoma e le foglie rimanessero esposte all'aria.
Il risultato è stato notevole: la pianta ha perso le vecchie foglie sommerse, che comunque erano danneggiate, ed ha emesso nuove foglie che, per quanto piccole di dimensioni, presentavano un bel colore verde brillante.
Quanto la pianta ha raggiunto le tre foglie ho provveduto a rimetterla in acquario dove sembra rimasta stabile da un paio di settimane a questa parte.


Ho provato ora a spostare una seconda pianta (più malridotta della precedente) nel prefiltro per capire se la tecnica è riproducibile, Nel frattempo ho spostato gli esemplari rimanenti all'ombra di altre piante per stabilizzare le loro condizioni.

mercoledì 20 aprile 2011

Mikrom

Ho iniziato una modifica al protocollo di fertilizzazione. L'idea era di introdurre il Mikrom come fonte di microelementi,ed eventualmente integrare il ferro mancante al Mikrom con un altro prodotto.
Le necessità medie di una vasca abbondantemente piantumata si possono approssimare con i seguenti valori in ppm/assoluti (varie fonti - una attendibile sul forum Rare Aquatic Plants):

6-7 pH
6-11 kH
20-35 CO2
5-15 NO3 (oltre proliferazione alghe, >100 dannoso
per i pesci)
0 NO2
0,2-1 PO4 (oltre proliferazione alghe)
30-40 K (oltre non troppo dannoso)
50-60 Ca (oltre antagonismo Mg; in acquariofilia come
in agricoltura si usa Ca:Mg 4:1)
12-15 Mg (oltre antagonismo Ca)
0,1-0,5 Fe (0,5 per vasche spinte con molte piante, oltre
dannoso per i pesci)
0,01-0,3 B (oltre fitotossico)
0,01-0,05 Cu (>0,1 tossico per alghe, >0,5 tossico per
i batteri, anche quelli di filtro e fondo)
0,01-0,1 Zn
0,01-0,3 Mn
0,001-0,01 Mo
0,3-0,4 dS/m EC


Vediamo di fare alcune considerazioni partendo dal Mikrom la cui composizione in % è:
Mg 3, SO3 6, Fe 4, B 0,5, Cu 0,5, Zn 1, Mn 4, Mo 0,2,

Ho quindi preparato una soluzione così composta: Acqua 100ml / Mikrom 10g.
Dosando settimanalmente 4ml di soluzione si ottengono i seguenti apporti:

Fe 0,200
Mn 0,200
B 0,025
Mo 0,010
Zn 0,050
Cu 0,025
Mg 0,090

Quindi:
  • la quantità di ferro è ovviamente corretta in quanto è il valore di target che è servito per calcolare la soluzione.
  • Mn, B, Mo, Zn e Cu ricadono negli intervalli previsti.
  • Non considero il Mg in quanto comunque utilizzo acqua di rubinetto dura (GH > 12) con abbondanti Mg e Ca (anche se non mi è noto il rapporto Ca/Mg)
Per quanto riguarda gli altri valori il PH si attesta fra 7 - 7,2 leggermente basico ma non fuori dai canoni. Il Kh è stabile fra 8-10 e NO2 è a 0.
Rimangono quindi 3 valori su cui ragionare:
NO3, CO2 e PO4 che sono i principali macro nonchè gli elementi del Redfield Ratio ovvero i valori dal cui equilibrio dipende la presenza di alghe in acquario.
Con l'introduzione del Mikrom vorrei tentare anche la riduzione della CO2 e di conseguenza le necessità di NO3 e PO4.
L'impianto a lievito di CO2 infatti non mi permette di regolare adeguatamente la dose di questo elemento e 'falsa' le necessità degli altri. Tenterò quindi di portare tutto a 'velocità' di richiesta minori.
Rimane un dubbio sull'oportunità di continuare o meno a dosare carbonio organico. Ultimamente non sembra più avere alcun effetto sulle piante per cui potrebbe essere sensata una sospensione se non altro per verificare la risposta dell'intero sistema acquario.

Dopo avere utilizzato per 4 settimane il Mikrom è rilevabile un primo cambiamento: con i vari fertilizzanti completi per acquario usati in precedenza il valore del ferro non era mai rilevabile, nemmeno misurando immediatamente dopo la fertilizzazione, neanche con fertilizzanti più specifici come il Ferropol. Misurando il valore del Fe in colonna pochi minuti dopo avere fertilizzato con il Mikrom sono riuscito a rilevare 0,2 mg/l. Questo sembrerebbe indicare un dosaggio più corretto e una migliore disponibilità in colonna.

martedì 19 aprile 2011

Reset

All'inizio del mese, nel giro di un paio di giorni, le filamentose che infestavano il primo piano sono esplose in una vera e propria infestazione che mi ha costretto ad un parziale reset della vasca.Non volendo comunque intervenire in maniera drastica ho eseguito una serie di piccoli passi progressivi nelle settimane successive:
- Aumento della quantità nel cambio d'acqua: il primo giorno ho effettuato subito un cambio di 10l su 80 invece di 5l poi nei successivi sono passato da 10l/settimana a 15-20l/settimana a seconda della necessità.
- Pulizia abbondante del fondo e sostituzione del perlon nel pre-filtro ad ogni cambio d'acqua
- Rimozione di tutte le piante infestate cercando di recuperarle con potatura dal basso.
Questa parte è quella più delicata. Ho tolto le piante agendo per piccole aree iniziando con lasciare un area completamente libera sia dalle piante che da alghe.
Poi, visto che le piante mostravano sofferenza nelle foglie più vecchie e basse (che erano anche quelle più infestate dalle alghe), ho cercato di recuperarne la parte alta ripiantumandole nella zona libera.

Ad ogni pulizia ho liberato un'area adiacente spostando le piantine superstiti nell'ultima area liberata. Dalla foto sopra è evidente la differenza fra la parte sinistra dove ho effettuato la pulizia e la destra ancora infestata dalle alghe. Come si vede la porzione di pianta recuperata è a volte minima e si riduce ad 1cm circa di apice.

martedì 22 marzo 2011

Alimenti alternativi

Dopo avere introdotto, all'inizio del mese, gli Otocinclus in acquario mi sono preoccupato di verificare il loro stato di salute in quanto so che a volte le alghe presenti in acquario non sono sufficienti a sfamarli.
Purtroppo non hanno ancora superato il trauma da trasloco e si nascondono fino allo spegnimento delle luci impedendomi sia di apprezzare la loro presenza, sia di verificare le loro condizioni.
Nel dubbio mi sono deciso ad integrare la loro dieta con delle verdure come spiegato in molti siti dedicati a questi pesci. A quanto pare il loro cibo preferito sono le zucchine in mancanza delle quali vengono consigliate delle patate. La verdura non va inserita così com'è ma va opportunamente sbollentata in acqua.
Ho cercato di introdurre i pezzettini di patata nell'angolino in cui transitano più spesso ma prima che potessero farsi vivi gli Hemigrammus bleheri hanno attaccato in massa il cibo con una voracità sorprendente... dopo che si sono saziati, in sequenza sono passati tutti gli altri pesci e alla fine le Caridina si sono impossessate definitivamente delle parti rimaste...

Non so se dopo che si sono spente le luci gli Otocinclus sono riusciti a sfamarsi con quello che rimaneva ma al mattino successivo il cibo era completamente scomparso.
Nei tentativi successivi ho cercato di somministrare i pezzetti di patata poco prima dello spegnimento delle luci sperando che gli Otocinclus avessero un opportunità in più di usufruirne.

martedì 1 marzo 2011

Potatura drastica

Finalmente ho deciso di effettuare una drastica potatura alle piante dell'acquario, soprattutto per dare maggior spazio ai pesci per nuotare.


In particolare ho abbassato il prato al centro e liberato l'area posteriore sia al centro che a destra. Approfittando dell'occasione ho spostato la pietra che stava più a destra e l'ho sormontata a quella centrale in modo che emergesse dalla vegetazione che la ricopriva.
Per il momento non ho voluto cercare alcun layout ma inconsciamente ho creato un perfetto triangolo centrale di primo piano che si contrappone ad un area vuota anch'essa triangolare che scende da sinistra a destra.

martedì 22 febbraio 2011

Terzo anno

All'inizio di febbraio l'acquario ha compiuto il suo terzo anno di vita dall'avvio. Osservando le foto della sua evoluzione nel corso dello scorso anno mi è possibile cogliere i segni di un evoluzione che, avendolo tutti i giorni sotto gli occhi, è altrimenti impossibile notare.

Febbraio: l' Eleocharis acicularis in primo piano si stà sviluppando bene e le piante hanno uno sviluppo rigoglioso.

Marzo: Nella parte centrale del primo piano vengono introdotte delle talee di Hemianthus micranthemoides per riempire un area vuota. L'estetica generale dell'acquario è la stessa dei mesi precedenti.


Aprile: l'immagine sopra mostra l'acquario presentato all'ASE che era sicuramente al meglio della sua forma ma non presentava un layout molto ben definito. l' Eleocharis acicularis iniziava lentamente a regredire.

Maggio: Il layout presentato all'AAC era frutto di una attenta pulizia e potatura; probabilmente il massimo livello estetico raggiunto nel corso dell'anno senza modifiche alla struttura di base. Per differenziare ulteriormente la foto da quella presentata al precedente contest ho adottato nuovamente lo sfondo nero che ha il difetto di togliere profondità all'immagine ma ha il pregio di far risaltare i colori.

Giugno: Il lato sinistro del layout inzia a peggiorare a causa del progressivo (ormai ricorrente) peggioramento delle condizioni della Cardamine lyrata.

Luglio: Questa immagine rappresenta una prima pulizia e riorganizzazione del lato sinistro con la rotazione del tronco centrale e relativo arretramento della pietra su cui poggia. E' la prima modifica significativa effettuata da quando l'acquario è stato avviato.

Agosto-Settembre: Ulteriori peggioramenti della Cardamine Lyrata sul lato destro probabilmente aiutati da un tentativo di riduzione del regime di fertilizzazione e dalle alte temperature... il layout ha perso completamente l' impostazione dei mesi precedenti.

Ottobre: l' Eleocharis acicularis è invasa dalle staghorn e continua a regredire a favore dell' Hemianthus micranthemoides.

Novembre: La stabilizzazione della CO2 introdotta all'inizio di ottobre ha contribuito a una crescita molto rapida della vagetazione compresa la Cardamine Lyrata (in netta ripresa). Forte anche la crescita del cespuglio centrale di Hemianthus micranthemoides che ha costretto a forti potature settimanali.



Gennaio (2011): Layout eccessivamente pieno. Le piante sono sicuramente rigogliose ma l'insieme è soffocante... questa è la premessa ad una drastica potatura per riorganizzare il tutto.

martedì 11 gennaio 2011

I problemi del muschio

Negli ultimi mesi non ho avuto molto tempo da dedicare all'acquario quindi mi sono limitato ad una manutenzione ordinaria fatta di cambi d'acqua regolari e potature.
Le alghe sono state una presenza quasi costante anche se sono riuscito a contenerle. La loro presenza mi ha costretto a prendere coscienza che l'utilizzo dei muschi in acquario è sicuramente da sconsigliare a meno di non avere in mente dei layout che li richiedano esplicitamente. Ho infatti notato che vengono facilmente attaccati dalle alghe che tendono a soffocare lo stelo di muschio e poi ad utilizzare la materia morta che ne deriva come nutrimento per poi attaccare le piante circostanti.



Altro punto a sfavore è la facilità con cui i piccoli frammenti di muschio si diffondono nell'acquario ad ogni potatura andando a proliferare in maniera casuale soprattutto dove non vorremmo assolutamente che fosse presente.
Per rimediare alla cosa sono solito aspirare con il tubo di gomma il muschio man mano che lo taglio ma il rimedio non è sempre efficace.

Spero nel corso di questo mese di avere un po' più di tempo da dedicare al layout che, onestamente mi sta stancando. In particolare mi pare manchi di profondità e di spazi aperti sopratutto a sinistra...

mercoledì 8 settembre 2010

Aggiornamento

Durante le ferie di agosto ho avuto il tempo di osservare un po' meglio l'acquario e di intervenire sulla conduzione.
Il mio intervento sul filtro continua, a mio parere, a contribuire, grazie ad un maggior apporto di ossigeno, all'assenza di alghe. Quindi per il momento continuerò a mantenere il tubo di rientro dell'acqua al di sotto della superficie.
Fra metà luglio e metà agosto ho tentato di ridurre progressivamente l'apporto di nutrienti eliminando l'anidride carbonica a lievito (dosavo solamente Carbon Plus) e riducendo ad 1/4 gli altri nutrienti escluso il potassio. Lo scopo non era tanto quello di risparmiare quanto quello di ridurre leggermente la velocità di crescita delle piante in modo da dover potare meno frequentemente. Inoltre l'eliminazione dell'impianto a lievito era il presupposto per mantenere stabili i valori di CO2.
Verso metà di agosto, dopo circa un mese dall'inizio dell'esperimento le piante mostravano evidenti sofferenze in particolare alle foglie basali delle piante a stelo.
La ripresa graduale della fertilizzazione ha portato a evidenti carenze di CO2 per cui da circa una settimana ho ripristinato l'impianto di CO2 a lievito. La ripresa è stata evidente ma a questo punto sono tornato quasi al punto di partenza... sono riuscito solo a ridurre leggermente le dosi dei fertilizzanti e di 1/3 i cambi d'acqua portandoli da 15 a 10 litri alla settimana (2 cambi da 5 litri).


Come si vede dalla foto in questo momento non sto sviluppando alcun layout e mi accontento di mantenere l'impostazione che avevo dato di recente per ridurre a sinistra la presenza di piante a stelo. Purtroppo ho dei problemi con le piante a destra in quanto la Cardamine lyrata è di nuovo implosa (probabilmente a causa delle alte temperature) mentre la Ceratophyllum demersum sta invadendo tutto il lato destro. Per il momento ho deciso di operare un blando contenimento in attesa di decidere per l'eventuale inserimento di nuove piante o pesci.

martedì 3 agosto 2010

Riorganizzazione lato sinistro

Da un po' di tempo l'acquario aveva un aspetto troppo pieno che creava un notevole disagio estetico. Il corretto bilanciamento e uso degli spazi vuoti è, a mio parere, fondamentale per ottenere un aspetto armonioso dell'insieme.
Nello stesso tempo le ultime modifiche effettuate al filtro avevano portato ad un assenza di alghe e ad un buon equilibrio della chimica dell'acquario per cui ero un po' restio a qualsiasi modifica...
Alla fine, la scorsa settimana, mi sono deciso: ho individuato il problema nel lato sinistro con un eccessiva presenza della Limnophila sessiliflora. Inoltre, sempre a sinistra, i legni che costituiscono l'hardscape erano troppo spostati verso il vetro frontale riducendo la profondità della composizione. Il principale ostacolo a rimediare questa situazione era dovuto alla presenza dell'Anubias abbarbicata al legno più vicino al vetro e con le radici ben interrate.

Per prima cosa ho provveduto ad una potatura dal basso di quasi tutta la Limnophila sessiflora. Ho recuperato la parte alta delle talee per ripiantumare il lato sinistro gettando la parte bassa più spoglia.
Poi, molto lentamente, ho iniziato a spostare il legno centrale e ruotarlo verso l'interno con l'Anubias ancorata. Grazie al fondo in akadama l'impresa è stata meno traumatica del previsto.
La rotazione del legno verso l'angolo posteriore sinistro ha ridotto lo spazio per la Limnophila per cui quando ho ripiantumato ho dovuto scartare parte delle talee.
Ho completato l'opera potanto l' Hemianthus micranthemoides, in primo piano, e le Cardamine lyrata e Ceratophyllum demersum a sinistra.

Dopo una settimana la Ceratophyllum demersum è gia ricresciuta in maniera eccessiva mentre l' Hemianthus micranthemoides stenta a ripartire ma il risultato è discreto e lo spazio ottenuto nella composizione è notevole.


La foto ovviamente non è quella di una composizione finita in quanto non ho ancora deciso un nuovo layout che sfrutti lo spazio ottenuto e le piante sono ancora sofferenti per la drastica potatura.

mercoledì 14 luglio 2010

Ossigeno e velocità del flusso

Ho letto, di recente, un articolo del Dr. Ole Pedersen, noto collaboratore di Tropica, intitolato "Flow velocity affects internal oxygen conditions in the seagrass Cymodocea nodosa" e disponibile nel suo sito. Questo studio è stato effettuato su una macrofita marina ma secondo l'autore le considerazioni sono valide anche per le macrofite di acqua dolce dotate di radici.

La premessa è che le macrofite normalmente crescono su sedimenti anossici e che il trasporto di ossigeno dalle foglie alle radici (e relativa dispersione radiale) sono necessari a supportare il metabolismo aerobico e a prevenire l'invasione di sostanze tossiche dal sedimento. Durante la fase diurna solitamente la produzione di ossigeno è sufficiente ma durante la notte può calare al punto da indurre la pianta in sofferenza.In breve lo studio dimostra come al di sotto di determinate velocità di flusso dell'acqua il trasporto di ossigeno dalle foglie alle radici cala drasticamente.

Questo mi ha fatto comprendere che le preoccupazioni sul fatto che determinati substrati determinino zone anossiche è infondata in quanto tale condizione si desume essere comune a tutti i fondi. Inoltre qualsiasi sia il fondo una adeguata saturazione di ossigeno e una sufficiente velocità del flusso (intorno all'apparato foliare) inducono una emissione di O2 dall'apparato radicale sufficiente a ossigenare il substrato.

Ho chiesto sul forum di Aquagarden se qualcuno avesse avuto esperienze in acquario a sostegno di tali teorie. Le risposte sono state quasi tutte favorevoli in quanto:
- l'introduzione di pompe di movimento ha in tutti i casi giovato allo sviluppo delle piante con risposte immediate
- la presenza di zone anossiche non viene ritenuta problematica anzi viene ad esse correttamente attribuita la funzionalità di conversione delle sostanze di scarto in nutrienti

Per contro nessuno sembra aver tratto beneficio dall'introduzione di ossigeno tramite aereatore, consigliata fra l'altro da Takashi Amano per la fase notturna del fotoperiodo. Si può ipotizzare che la mancanza di risultati possa dipendere da uno dei seguenti fattori:
- Quantità di ossigeno disciolto già prossima al livello di saturazione negli acquari in questione.
- Scarsa efficienza dell'aereatore con i benefici derivanti dall'introduzione di ossigeno scompensati dalla dispersione di CO2 dovuta all'aumentato movimento dell'acqua.

Dovendo affrontare anche il problema del riscaldamento estivo con relativo calo della concentrazione di ossigeno in vasca ho voluto eseguire dei test modificando leggermente il sistema della pompa: tramite regolatore ho aumentato la portata oraria ed ho applicato un tubo di gomma sull'uscita (come nella foto) troncandolo obliquamente in modo da portare l'estremità sotto la superficie dell'acqua. Questo riduce il movimento superficiale ed evita la dispersione di CO2.


Inoltre sul lato superiore di questo tubo ho innestato a forza un tubo più piccolo leggermente inclinato. Questo tubo, sfruttando il minimo di effetto venturi presente, introduce dell'ossigeno nel flusso d'acqua.


Chiaramente il solo aumento della portata, che oltretutto verrà man mano ridotto dall'intasamento del materiale filtrante, non può portare gli stessi benefici di una pompa di movimento ma dovrebbe comunque migliorare la situazione.

martedì 22 giugno 2010

Acuavida Aquascaping contest 2010

Anche quest'anno, come lo scorso, ho partecipato all' AAC.

Il contest stà dimostrando livelli di qualità notevoli, il regolamento è chiaro, i risultati sono stati pubblicati puntualmente, il livello degli acquari presentati decisamente alto anche se il numero di partecipanti è ancora lontano da quello dell' IAPLC.

I risultati sono usciti il 21 Giugno e anche quest'anno gli italiani hanno fatto un ottima figura:
- primo posto di Pasquale Buonpane nella categoria acquari grandi (3° posto nella classifica generale) con un acquario che pur ricordando un iwagumi taglia nettamente i ponti con questo tipo di stile
- secondo posto di Ricardo Gallego Garcia nella categoria acquari medi (5° assoluto) con un acquario che ricorda molto quelli di Amano agli inizi.
- terzo posto per Massimo Faberi fra gli acquari grandi (10° assoluto).

Notevole per i colori anche l'aquario di Enrico Serena (20° fra gli acquari medi).

Il mio risultato di quest'anno mi soddisfa ampiamente. Come lo scorso anno mi sono piazzato a metà classifica (136° assoluto su 223 iscritti) ma almeno, a differenza dello scorso anno, non sono arrivato ultimo fra gli italiani in gara (ben 21).


Per quanto riguarda la classifica di categoria è un 75° posto (su 95) con 330 punti. Anche in questo caso un risultato che mi soddisfa pienamente.


Al di la del punteggio la soddisfazione deriva dall'aver partecipato con una vasca più matura e con un layout più studiato, ma ancora di più dall'aver ottenuto tutto questo come naturale evoluzione di una vasca esistente senza realizzarne una per l'occasione. Fodamentali sono stati i suggerimenti per la potatura ricevuti nel forum di Acquagarden...
L'acquario pochi giorni prima dell'iscrizione si presentava così:

Tutte le pietre e i tronchi risultavano invisibili e l'insieme era decisamente troppo pieno e soffocante...

Mi sono arrivati suggerimenti per un taglio del genere:

Sicuramente molto valido ma non completamente realizzabile in quanto la parte di destra presentava dal secondo piano dei buchi molto evidenti nella vegetazione che, con una potatura del genere avrebbero stravolto il risultato.

Ho preferito quindi una semplice potatura a V come aveva inizialmente suggerito Enrico Serena, e ho provveduto a liberare l'area davanti alla pietra centrale che ho anche rovesciato in quanto la superficie superiore era eccessivamente ricoperta dalle alghe.



Analizzando anche gli altri lavori presentati avrò senz'altro modo di migliorare anche il mio per il prossimo anno... nel frattempo aspetto per vedere se i risultati dell' IAPLC concorderanno con questi...