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martedì 19 aprile 2011

Reset

All'inizio del mese, nel giro di un paio di giorni, le filamentose che infestavano il primo piano sono esplose in una vera e propria infestazione che mi ha costretto ad un parziale reset della vasca.Non volendo comunque intervenire in maniera drastica ho eseguito una serie di piccoli passi progressivi nelle settimane successive:
- Aumento della quantità nel cambio d'acqua: il primo giorno ho effettuato subito un cambio di 10l su 80 invece di 5l poi nei successivi sono passato da 10l/settimana a 15-20l/settimana a seconda della necessità.
- Pulizia abbondante del fondo e sostituzione del perlon nel pre-filtro ad ogni cambio d'acqua
- Rimozione di tutte le piante infestate cercando di recuperarle con potatura dal basso.
Questa parte è quella più delicata. Ho tolto le piante agendo per piccole aree iniziando con lasciare un area completamente libera sia dalle piante che da alghe.
Poi, visto che le piante mostravano sofferenza nelle foglie più vecchie e basse (che erano anche quelle più infestate dalle alghe), ho cercato di recuperarne la parte alta ripiantumandole nella zona libera.

Ad ogni pulizia ho liberato un'area adiacente spostando le piantine superstiti nell'ultima area liberata. Dalla foto sopra è evidente la differenza fra la parte sinistra dove ho effettuato la pulizia e la destra ancora infestata dalle alghe. Come si vede la porzione di pianta recuperata è a volte minima e si riduce ad 1cm circa di apice.

martedì 11 gennaio 2011

I problemi del muschio

Negli ultimi mesi non ho avuto molto tempo da dedicare all'acquario quindi mi sono limitato ad una manutenzione ordinaria fatta di cambi d'acqua regolari e potature.
Le alghe sono state una presenza quasi costante anche se sono riuscito a contenerle. La loro presenza mi ha costretto a prendere coscienza che l'utilizzo dei muschi in acquario è sicuramente da sconsigliare a meno di non avere in mente dei layout che li richiedano esplicitamente. Ho infatti notato che vengono facilmente attaccati dalle alghe che tendono a soffocare lo stelo di muschio e poi ad utilizzare la materia morta che ne deriva come nutrimento per poi attaccare le piante circostanti.



Altro punto a sfavore è la facilità con cui i piccoli frammenti di muschio si diffondono nell'acquario ad ogni potatura andando a proliferare in maniera casuale soprattutto dove non vorremmo assolutamente che fosse presente.
Per rimediare alla cosa sono solito aspirare con il tubo di gomma il muschio man mano che lo taglio ma il rimedio non è sempre efficace.

Spero nel corso di questo mese di avere un po' più di tempo da dedicare al layout che, onestamente mi sta stancando. In particolare mi pare manchi di profondità e di spazi aperti sopratutto a sinistra...

martedì 19 gennaio 2010

Ittio

L'ittio o più propriamente Ichthyophthirius multifiliis è a mio parere una delle malattie peggiori che può infestare un acquario, e ovviamente non ha mancato di farsi viva. E' comunemente indicata come malattia dei puntini bianchi a causa della sua manifestazione più ovvia: dei puntini di 0,5-1,5 mm di colore bianco che altro non sono che il parassita che si è innestato sulla cute dei pesci dopo avere superato le loro barriere naturali. Si può trovare una buona indicazione del problema e dei suggerimenti su Acquaportal anche se il thread in questione è piuttosto datato e le soluzioni riportate non sono attuabili. Ecco un esempio di un esemplare che maggiormente manifestava il problema:


La malattia ha colpito il mio acquario a fine dicembre e in sei giorni il risultato è stato quello di avere cinque Cardinali falciati. Appena identificato il problema (avevo solo un pesce colpito) sono corso al negozio di acquari per cercare dei medicinali adeguati. Mi aspettavo già la risposta (avendone letto qualcosa in merito) ed ho avuto la triste conferma: a causa delle nuove norme di legge nei negozi di acquariofilia non ci sono più in vendita medicinali.

A questo punto sono intervenuto con una soluzione da primo intervento come indicato in vari forum:
- Ho alzato la temperatura dell'acqua a 25 gradi cioè all'interno dell'intervallo che accelera il metabolismo del parassita. Questo dovrebbe teoricamente far si che esso passi più rapidamente alla seconda fase quella in cui si stacca dall'ospite. Ovviamente a questo punto sarebbe ottimale intervenire sulla vasca in modo da impedirgli di continuare i cicli successivi e attaccare nuovi ospiti.
- Ho evitato accuratamente fertilizzazioni, cambi d'acqua e qualsiasi operazione potesse portare stress agli animali e conseguenti indebolimenti del loro sistema immunitario.

Non potevo sperare ovviamente in un risultato immediato ma il decesso di due esemplari in due giorni ed il contagio immediato di quasi tutti i pesci in vasca mi ha preoccupato.
Ho provato, quindi, a prelevare uno degli esemplari più colpiti ed immergerlo, in una soluzione di acqua e sale, in una diversa vaschetta. La soluzione in questione doveva agire da blando antiparassitario ma ha solo rallentato di alcune ore la fine del povero animale.

A quel punto ho provato a riassumere mentalmente alcuni concetti che avevo appreso:
Questo parassita è praticamente sempre presente nelle nostre vasche ma in condizioni normali i pesci ne sono immuni. Questo finquando qualche stress fisico abbassa le loro difese immunitarie permettendo al parassita di incistarsi sulla cute. Una delle cause principali indicate sono infatti i bruschi shock termici in occasione dei cambi d'acqua.
Ovviamente sono sempre consigliate delle adeguate condizioni igieniche generali della vasca.

A quel punto ho provato il mio rimedio iniziando con un cambio d'acqua effettuato al rallentatore. Questo avrebbe rimosso per quanto possibile almeno le sostanze nocive in eccesso. Ho fatto attenzione che il termometro fosse perfettamente stabile versando l'acqua al rallentatore e facendola circolare in vasca man mano che ne aggiungevo.
Ho versato una dose aggiuntiva di biocondizionatore in vasca visto che fra i benefici dello stesso oltre all'abbattimento delle sostanze nocive ci dovrebbe essere un miglioramento della mucosa protettiva dei pesci.
Ho acquistato e somministrato immediatamente del cibo ipervitaminico, sia per variare la dieta sia per aiutare la risposta immunitaria dei pesci, e delle vitamine (Minaroll - eSHa).

Nei giorni successivi la situazione andava visibilmente migliorando e anche se ho perso altri due esemplari tutti gli altri sono sopravvissuti. Onestamente non credo che senza queste attenzioni si sarebbero salvati.
Notevole il fatto che nonostante siano stati tutti colpiti gli Hemmigrammus non hanno avuto perdite...


Ho quindi:
- introdotto il cibo ipervitaminico nella dieta intervallando ogni 15 giorni ai mangimi standard già utilizzati.
- continuato l'utilizzo di vitamine per altri 20 giorni decrescendo lentamente la dose e restando pronto a reintrodurle ai primi segni di malessere.
- modificato le modalità di cambio dell'acqua rallentando l'operazione che ora dura un ora e facendo attenzione a minimizzare il salto termico.

Non penso di reintegrare immediatamente i pesci defunti in quanto ogni volta che ho superato la ventina di esemplari in vasca ho avuto problemi di questo tipo. Questo potrebbe indicare che è un limite della vasca (o più probabilmente del filtro) che non riesce a sostenere una popolazione maggiore.

lunedì 2 novembre 2009

Pulizia Alghe

Due settimane di lotta alle alghe hanno portato dei risultati... le alghe si sono limitate ad aggredire due ciuffi di muschio e non si sono diffuse nella vasca.
La procedura adottata è stata:
- Riduzione di mezz'ora del fotoperiodo.
- Riduzione del 50 % di tutto il protocollo di fertilizzazione e del 75% per i nitrati aggiunti.
- Pulizia approfondita dell'acquario ad ogni cambio d'acqua.
- Aumento del 25% della quantità d'acqua sostituita settimanalmente (da 10+5 l a 10+10l).
- Rimozione manuale delle filamentose.

Per quanto riguarda la rimozione delle filamentose, visto che i muschi avevano quasi raggiunto la superficie, ho colto l'occasione per un colpo di forbice.



Adesso sembrano molto innaturali ma, come ho osservato in altre occasioni, il taglio fortifica notevolmente il cespuglio che non è più soffocato da se stesso.
La potatura dei due cespugli è molto evidente dalle foto che seguono una scattata prima e una dopo il taglio.

Prima


Dopo


Il taglio più evidente è nel cespuglio centrale che risulta più basso di 4-5 centimetri e tagliato di netto in cima.

giovedì 15 ottobre 2009

Sostituzione lampada - alghe

Dopo circa un mese dal cambio della lampada, puntualissime, nonostante tutte le precauzioni sono arrivate le alghe.
Alcune staghorn sono presenti sui margini fogliari delle Microsorum. Solo alcune foglie già rovinate presentano il problema... che ho risolto con la rimozione delle foglie incriminate.
Le classiche filamentose in questo momento sono visibili solo su un cespuglio di muschio.
Il cespuglio, oltretutto, aveva avuto nell'ultima settimana una crescita esponenziale che, erroneamente avevo attribuito ad altri fattori e non all'incremento luminoso.
Ecco lo sviluppo in momenti diversi:

14 Luglio
20 Settembre

10 Ottobre

E' più che evidente come la crescita dell'ultimo mese sia molto maggiore di quella precedente durata 2 mesi. Tale crescita è molto maggiore di quello che le foto fanno percepire sia per il diverso angolo di campo delle stesse sia per il fatto che la parte maggiore della crescita è avvenuta in direzione perpendicolare al piano della foto.

Analizzando bene l'ultima foto si nota, intorno agli steli del muschio, un alone verde che non è dovuto ad un problema di messa a fuoco della foto ma alle filamentose. Il problema si è manifestato in tutta la sue evidenza trè giorni dopo lo scatto.

L'ipotesi discussa con altri acquascapers che il calo delle temperature estive abbia contribuito alla crescita del muschio è a questo punto invalidata. Non mi convinceva comunque molto questa ipotesi in quanto il muschio incriminato è Taxiphyllum barbieri e nel sito Aquamoss (che a mio parere è una buona fonte per l'argomento) si indica chiaramente che tale muschio continua ad avere una buona crescita perfino a temperature eccedenti i 30°C. Temperatura che non ricordo di avere mai superato in acquario durante l' estate scorsa.

Altra ipotesi era che l'aumento di fertilizzazione di Carbonio Organico (Azoo Carbon Plus: 2ml in più alla settimana su 80l netti di acqua) avesse contribuito alla crescita. Tale ipotesi non contrasta con la presenza delle alghe in quanto anch'esse potrebebro avere tratto giovamento dalla maggior fertilizzazione, soprattutto in presenza di una maggiore intensità luminosa.
Per risolvere il problema ho effettuato il solito cambio settimanale accompagnandolo ad una migliore pulizia della vasca. Ho mantenuto la fertilizzazione invariata ed ho ridotto di 30 minuti il fotoperiodo ritardando l'accensione delle lampade al mattino.

lunedì 11 maggio 2009

Carbonio organico

Dopo avere quasi completamente sconfitto le alghe nell'acquario riequilibrando i nutrienti, mi sono posto il problema di eliminare quelle rimanenti (quasi esclusivamente staghorn) e di migliorare la salute delle piante che, per quanto in ripresa, non erano ancora al massimo.

Vari siti come ad esempio il blog
mralgae indicano come possibile causa di tali problemi il basso livello di CO2.

Effettivamente il mio sistema a lievito per la generazione della CO2, per quanto lo consideri un sistema valido, non permette di spingere a piacimento la quantità di CO2 erogata. Inoltre soffre di fluttuazioni dovute ai tempi di innesco e di esaurimento dei lieviti.
Non essendo convinto dell'acquisto di un sistema pressurizzato (anche per la scarsa illuminazione di cui dispone l'acquario che, comunque, è un fattore limitante) mi sono preoccupato di trovare un sistema diverso per fornire carbonio alle piante.
Coincidenza vuole che nel negozio dove di solito mi rifornisco fosse appena arrivato il Carbon Plus della Azoo.



Ho iniziato ad utilizzarlo da una settimana e la prima conseguenza visibile è stato il notevole pearling mostrato dalle piante in particolare dalla Limnophila



e dalla Microsorum



inoltre, dopo una settimana gli steli della limnophila si sono irrobustiti in maniera notevole:



Le staghorn stanno (molto lentamente) regredendo ma ancora non sono scomparse...

lunedì 9 marzo 2009

Rifacimento primo piano

Il tentativo di rallentare il flusso del filtro per miglirarne l'efficienza è fallito nel giro di due giorni. Le piante mostravano un notevole peggioramento per cui ho ripristinato quello che ormai ritengo il livello ottimale.

La Lilaeopsis, che sembrava essere la pianta in migliori condizioni è decisamente peggiorata: foglie piccole, scure, piene di alghe (staghorn). Ne ho rimossa la maggior parte (a sinistra) per fare posto all' Hemianthus Callitrichoides, che sembra riprendersi, e tagliato a raso quella restante (a destra).

Vista la ripresa della Calli ne ho acquistato un nuovo vasetto per vedere se questa volta riesce ad avviarsi meglio.

Ho rimosso tutte le alghe e ripreso a fertilizzare a pieno ritmo sia con la fertilizzazione settimanale, sia integrando giornalmente Fe e K. Non si notano segni di alghe (a parte le staghorn) e le piante sembrano migliorare.

martedì 17 febbraio 2009

Staghorn

Le filamentose sembrano ormai scomparse. Le piante sono in ripresa ma le staghorn rimangono.
Oltre che su alcune foglie di microsorum sembrano particolarmente diffuse sulle foglie di lilaeopsis.


Per rimediare a queste alghe sto provando a migliorare l'efficienza del filtro biologico rallentando il flusso attraverso il filtro e cambiando la direzione del getto d'uscita con l'aggiunta di un tubicino di gomma. La migliore efficienza del filtro, una volta trovato il range ottimale di velocità di attraversamento da parte dell'acqua, dovrebbe diminuire l' NH a favore dell' NO3. Ciò dovrebbe sfavorire ulteriormente le alghe a favore delle piante .

Ho ridotto anche leggermente il dosaggio del potassio in quanto noto che i muschi sembrano "bruciacchiati" e rimane lo stelo in evidenza con poche foglie sulla cima.

Nell'insieme comunque l'acquario è notevolmente più gradevole del mese scorso.



martedì 9 dicembre 2008

PO4

Come da attesa le alghe sono ricomparse.
Le piante cominciavano a presentare delle foglie di colore scuro con sintomi che sembravano indicare una carenza di fosfati, dopo avere tentato con altre soluzioni, ho deciso di aggiungere fosfati in acquario.
La cosa che mi ha convinto definitivamente a dosare fosfati è stato un articolo sul Redfield Ratio.
Il Redfield Ratio è il rapporto molecolare fra carbonio, azoto e fosforo nel fitoplancton. Il rapporto stechiometrico è C:N:P = 106:16:1 ed è stato definito in questo modo per la prima volta nel 1954 da Alfred C. Redfield.
L'articolo suddetto spiega che il rapporto ottimale fra N:P è 16:1. Al di sopra del 22 si hanno alte probabilità di sviluppo di alghe verdi. Al di sotto del 10 di alghe blu-verdi.
Avendo alghe filamentose (verdi) e sintomi da carenza di fosfati mi sono deciso a una blanda fertilizzazione di PO4.

Per fertilizzare solo PO4 mi sono rifatto ad una serie di discussioni di Aquagarden nelle quali si ipotizza l'utilizzo di Clisma Lax per dosare i fosfati.
Il Clisma Lax contiene in 100ml di prodotto 13,91 g di fosfato sodico monobasico e 3,18 g di fosfato sodico bibasico. Quindi 100 ml di clisma lax contengono 13,139 grammi di ione fosfato, un ml di soluzione contiene 131 mg di ione fosfato.

Quindi per dosare 0,1g di PO4 devo dosare 1/131/10=0,763ml di prodotto.
Quindi per avere 0,1ppm di PO4 su 80l netti di acqua necessito di: 0,763x80/1000=0.061ml di prodotto.

Essendo una dose difficile da misurare ho moltiplicato il valore per 100 e l'ho diluito in 100ml di acqua.
Con la soluzione ottenuta (PO4 sol.) riesco a dosare 0,1ppm di PO4 per 1ml di soluzione.

Ho dosato 1 ml di soluzione al sabato immediatamente dopo averla preparata e 1 ml al lunedì.
Al martedì sera ho effettuato un cambio parziale di 5l e tentando di rimuovere le alghe con lo spazzolino ho notato che si riducevano in polvere.

Ho notato che a fronte della seconda dose di soluzione, dopo poche ore, si sono formate in un unico punto delle alghe blu-verdi (ciano??), prontamente rimosse con lo spazzolino. Dopo tale problema ho pensato di distribuire la dose di soluzione in una superficie ampia e non sul getto di rientro dell'acqua in acquario.

Ho dosato al venerdi una terza dose da 1ml di soluzione, 24 ore prima del cambio settimanale. In questa maniera dovrei riuscire sfruttare al massimo le capacità di accumulo delle piante rispetto alle alghe.

Ripeterò l'operazione solo venerdì prossimo con la quarta dose e poi mi fermerò per osservare la risposta del sistema.

A 5 giorni di distanza dall'ultima dose noto che le alghe non aumentano come quantità (area coperta) ma continuano a essere presenti e a crescere in alcune zone. Le piante mostrano segni di ripresa in particolare l'Hemianthus micranthemoides che mostra molte punte verdi. Le foglie del Microsorum pteropus non mostrano più le punte colore violaceo.

Penso che utilizzerò queste piante come riferimento per individuare bassi valori di PO4 oltre all'eventuale comparsa di alghe verdi.

martedì 4 novembre 2008

Alghe filamentose

Dopo quasi un mese i problemi di alghe permangono.
Si tratta di normali alghe verdi filamentose non ramificate probabilmente del genere Oedogonium .
Tutti i rimedi finora provati non hanno dati risultati...

- I cambi d'acqua frequenti non portano alcun genere di cambiamento.
- La diminuzione del fotoperiodo da 12 a 10 ore non ha mostrato benefici.
- L'aumento dell'ossigenazione, ottenuto aumentanto il dislivello fra il tubo di rientro dal filtro all'acquario, ha comportato un iniziale arresto dello sviluppo algale ma la situazione si è attestata a questo nuovo livello.
- L'aumento di ossigenazione con areatore ha comportato un immediato aumento delle alghe e la comparsa dei sintomi di carenza da CO2 nelle piante.
- L'arresto della fertilizzazione non ha giovato ma la sua ripresa porta ad un immediata ripresa dello sviluppo algale.

In pratica l'unica cosa che porta un giovamento immediato è la rimozione manuale delle alghe.

In questo momento sto aspettando che il filtro si porti ad un nuovo equilibrio.
Ho modificato leggermente la filtrazione dividendo il primo strato filtrante meccanico, formato da lana di perlon, in due parti: La parte sottostante vicina alla spugna è stata pressata in modo da rallentare il flusso.
La parte superiore (molto sottile come spessore) viene lavata spesso per rimuovere la sporcizia ed in particolare le alghe che, in seguito alla pulizia, si vanno a depositare.


Ecco come si presentano...
Su un tronco:

All'uscita del filtro:



Sul fondo (visto dal lato destro):


giovedì 9 ottobre 2008

Grossi problemi

L'introduzione della nuova lampada e dei nuovi inquilini hanno portato (o perlomeno coincidono con l'arrivo) dei grossi problemi: alghe e una moria dei pesci.

Per quanto riguarda i pesci il giorno dopo l'introduzione dei nuovi inquilini (Black Neon) ne ho trovato uno morto. Ho pensato ad un individuo già provato che non aveva retto al trasferimento.
Poi nel giro di tre giorni ho perso altri due Black Neon, due cardinali e due corydoras che mi facevano compagnia da un po' di anni.
I corydoras presentavano sul corpo un paio di macchie color ruggine grandi meno di un millimetro non ho fatto in tempo a notare nessun altra anomalia. Non essendo riuscito ad individuare la malattia ho reagito in base informazioni che ricordavo di avere letto ed ho alzato di circa un paio di gradi la temperatura dell'acqua portandola quasi a 25°C. Inoltre ho aggiunto del biocondizionatore in vasca per far precipitare eventuali elementi tossici e cercare di proteggere i pesci. Non so se è stata conseguenza della mia attività ma la moria è terminata.
Sono quindi rimasti in vasca due Black Neon, tre Cardinali e 4 Caridina Japonica.

Quasi contemporaneamente ho avuto un esplosione algale con alghe a pennello che dopo alcuni giorni hanno raggiunto, in alcuni punti, quasi i 10 cm di lunghezza.
Ho iniziato con i cambi d'acqua ravvicinati e saltato una fertilizzazione settimanale stoppando anche la somministrazione giornaliera di potassio.

Attendo per vedere se diminuiscono...

lunedì 15 settembre 2008

Test Ferro

Sabato scorso ho trovato un' altra neocaridina morta: l'analisi immediata dell'acqua non mostrava alcun valore anomalo rispetto al solito.
La Neocaridina Denticulata Sinensis var. Red viene indicata come un animale robusto, adattabile a varie condizioni dell'acqua, la cui vita può raggiungere l'anno e mezzo in condizioni ideali.

Visto che nessun altra specie mostra alcun problema, e non conoscendo l'età esatta dei miei esemplari, potrebbero anche essere arrivati al limite della loro vita naturale. Ma, conoscendo la loro sensibilità al ferro mi è sorto il dubbio di avere esagerato con la fertilizzazione di Fe.
Lo stato di alcune piante mi indicava esattamente il contrario


Quindi per eliminare qualsiasi dubbio ho deciso di acquistare un test per il Fe e la scelta è caduta su JBL (anche per mancanza di alternative immediatamente disponibili in negozio).



Il risultato del primo test indicava valori meno che nulli: il colore giallo del reagente non è stato nemmeno alterato.



A quel punto ho provveduto a fertilizzare normalmente e il secondo test si è portato a zero. Per verifica ho aggiunto qualche goccia di fertilizzante direttamente nella provetta di test e il reagente ha raggiunto in pochi secondi la colorazione massima indicando un corretto funzionamento dello stesso.

Non mi rimane che concludere che le indicazioni ricevute dalle piante sono confermate dal test: il ferro è carente e sarà necessario aumentare leggermente la fertilizzazione.
Per contro il prematuro decesso della Neocaridina non è attribuibile ad eccesso di Ferro e, presumo, nemmeno alle condizioni dell'acqua. Non mi resta che supporre che abbiano completato il loro ciclo vitale o che siano state
attaccate da qualcuno degli altri inquilini.
Ecco una foto di uno degli altri (sanissimi) inquilini dopo la fertilizzazione... arzillo come sempre.



venerdì 27 giugno 2008

Carenze 4


I sintomi di carenza stanno sparendo!

Dopo la prematura morte di una neocaridina ho ripristinato la CO2 e, nella fretta, ho anche esagerato con il lievito per cui l'emissione di CO2 è decisamente alta.
Non so se si tratta di una conseguenza diretta ma in una sola giornata la Limnophila è crescita di 5 cm abbondanti in alcuni steli e il fusto sembra raddoppiato...


Bisogna tenere presente che, da quando sono comparsi i primi problemi, ho, comunque, iniziato a fertilizzare con Bicarbonato di Potassio e che nelle ultime due settimane ho alzato la dose di fertilizzante da 10 a 15 ml.

La somma di queste cose sembra avere risolto i vari sintomi di carenza:
Il muschio, le microsorium e le due piante di anubias sono stabili in buone condizioni anche se le alcune foglie di microsorium non sembrano riprendersi dai problemi precedenti.

La cardamine sembra ancora soggetta a clorosi in alcune foglie più vecchie ma presenta nuove crescite; l'echinodorus è stabile.
L' hemianthus callitricoide stà stolonando in maniera incredibile rispetto a prima.

Nei prossimi giorni vedrò di effettuare le dovute verifiche misurando i valori dell'acqua e valutando i progressi.

mercoledì 25 giugno 2008

Primo disastro

Ieri sera osservando l'acquario ho notato in un angolo una neocaridina sinensis a pancia in su.
Dopo una veloce verifica ho dovuto rassegnarmi a constatare che era effettivamente morta.
Mi sono preoccupato immediatamente di testare i parametri dell'acqua e rispetto al solito ho rilevato un PH leggermente più alto (7,4 anzichè 7,2) e una temperatura abbastanza elevata (27,8 °C). Entrambi i valori erano comunque ampiamente nel range di tollerabilità della specie che sono per altro dubbi in quanto fonti diverse indicano range notevolmente diversi. C'è da dire comunque che secondo alcune fonti il PH era vicino al limite e questo assieme ad altri fattori può aver causato il problema.

Mi sono premurato di effettuare immediatamente un cambio d'acqua con il doppio scopo di migliorarne la qualità e abbassare la temperatura. Inoltre ho ripristinato l'impianto di CO2 DIY che avevo mantenuto fermo a causa delle carenze mostrate dalle piante. La CO2 dovrebbe teoricamente abbassare il valore del PH e questo dovrebbe giovare.

Ecco una foto delle due tanichette per la CO2:

In questa foto (che risale a qualche settimana fa) la tanichetta di destra è quasi easurita mentre quella di sinistra è appena caricata. A valle della barretta forata di plastica bianca (che serve solo per distanziare i tubicini in modo da tenerli fermi) ci sono due valvole di non ritorno (una per ciascuna tanichetta) che oltre a impedire il rientro dell'acqua dell'acquario, permettono di staccare una tanichetta alla volta senza che dal relativo tubicino esca la CO2 prodotta dall'altra tanica.
I tubi che escono dalle due valvole di non ritorno si uniscono in una giunzione T che convoglia la CO2 ad una normale porosa per la diffusione. La porosa come si intravede da questa foto è stata scelta di colore verde per mimetizzarla tra le piante ed posizionata vicino all'ingresso del filtro.


mercoledì 18 giugno 2008

Carenze 3

E' passato quasi un mese dall'inzio della fertilizzazione con il bicarbonato di potassio. Nel frattempo, viste le ulteriori carenze manifestate dalla Limnophila , da una settimana ho provveduto ad aumentare di 1/3 la dose di fertilizzante settimanale portando a 15ml.

Il muschio, le microsorium e le due piante di anubia sono decisamente in ripresa e, in particolare le ultime, hanno nuovi getti. I tassi di crescita del muschio sono comunque minori rispetto a primo trasferimento in vasca.

La cardamine sembra ancora soggetta a clorosi mentre l'echinodorus è stabile. La limnophila sembra avere le punte in miglioramento ma la parte più bassa perde decisamente le foglie. La crescita è comunque minore di quanto lo fosse all'inizio.

Sul pratino di hemianthus callitricoide ho quasi perso le speranze: in alcune zone sembra crescere lentamente mentre, in contemporanea, altre zone si spogliano. Probabilmente la luce è insufficiente.

Fra due zone frontali di prato sono comparse alghe in notevole quantità. Sono presenti solo in quest' area che, secondo me, potrebbe coincidere con il punto in cui la corrente deposita in maniera maggiore i fertilizzanti...per verificare la cosa proverò a fertilizzare con l'aiuto di una siringa o a disperdere maggiormente il fertilizzante mentre lo verso in vasca.

Due fatti decisamente positivi riguardo la qualità dell'acqua:
- I test sembrano misurare valori stabili. Ciò indicherebbe che l'aggiunta di bicarbonato di potassio è stata utile in questo senzo.
- Due caridina japonica sembrano avere le uova. Questo depone (in teoria) a favore della qualità dell'acqua.

venerdì 6 giugno 2008

Carenze 2

Dopo due settimane dall'inizio della fertilizzazione con KHCO3 la situazione è la seguente:

- Sono passato da 2 a 3 ml/giorno di soluzione a base di KHCO3
- Doso 1 goccia di Ferropool Daily al giorno
- 2 Cambi da 10 l e 2 dosi da 5ml di Ferropool weekly a settimana.

Risultato:

Il muschio (taxiphillum barbieri) si stà lentamente riprendendo con nuovi getti di un bel colore verde.
L'anubias barteri è decisamente in buone condizioni e continua ad emettere nuovi getti.
L'echinodorus cresce lentamente ma in buone condizioni .
La cardamine lyrata è decisamente sofferente e mostra molte fogle in clorosi.
La microsorium è stabile bene al mattino mostra qualche sbiancamento alla sera ???

La limnophila è in una condizione anomala a fronte di una buona ripresa alle estremità , sta perdendo le foglie più vecchie che sono decisamente necrotiche. In generale ha un aspetto sofferente con una forte dominante gialla delle foglie. Aspetterò qualche giorno per valutare se si sta riprendendo o se peggiora...

giovedì 22 maggio 2008

Carenze

Da quando a fine marzo sono comparse le prime alghe non sono scomparse.
Nel frattempo la Limnophila ha rallentato la crescita e nella Microsorium sono comparsi i primi sintomi di quella che sembrava essere una clorosi per mancanza di ferro.

Dopo aver fornito quotidianamente ferro per oltre un mese non vi sono state migliorie, anzi la Cardamine Lyrata ha iniziato a ingiallire mentre le foglie più piccole (nuova crescita) mostravano un colore bronzeo. Dopo qualche giorno sono comparsi i primi buchetti sulle foglie come dalla foto che segue:

Nell'echinodorus una foglia oltre ai buchi sono comparsi segni di necrosi evidenti:

Ho quindi costruito una tabella di diagnosi che si può consultare on line
http://docs.google.com/Doc?id=dgmnpj7p_5c5r9phdx
dalla quale si può dedurre che i sintomi sono attribuibili ad una carenza di Potassio (K) indotta probabilmente dal fondo in Akadama.

Per rimediare ho pensato di utilizzare del bicarbonato di potassio KHCO3 che oltre ad aggiungere potassio permette di alzare i carbonati (KH) che nella vasca tendono ad essere bassi.
Ho quindi acquistato 500g di KHCO3 per un prezzo pari a metà di un qualsiasi concime commerciale di fascia bassa.

Quindi ho calcolato le dosi per la soluzione basandomi su un articolo di Aquagarden: "La preparazione delle soluzioni NPK".
In base ai pesi molecolari dei componenti si ha che 1g di KHCO3 fornisce 0,387 g di K e 0,61 g di HCO3.
Per dosare 1g/l di K devo inserire 1/0,387=2,584 g di KHCO3

Preparando 500 ml di soluzione per 80 litri netti di acquario dovrei avere:

2,584x500x80/1000=103.36 g KHCO3 da inserire in un recipiente e portare in soluzione con acqua fino a raggiungere 500ml (non aggiungendo 500 ml di acqua ma la parte di acqua sufficiente a portare a 500ml).

La soluzione ottenuta mi doserebbe 1mg di K per ogni ml di soluzione aggiunto nell'acquario.

Volendo puntare a 20 mg/l in acquario dovrei dosare 20ml apportando quindi anche
20*0.61/0.387=31.52 mg di HCO3 e sapendo che 1°KH =21,8 mg di HCO3 apporterei 1,43 dKH.

Poichè 20mg/l di K è il target settimanale e non volendo iniziare con una dose così massiccia ho deciso di dosare 2 ml di soluzione al giorno per un totale di 14mg/l di K a settimana. Tenendo conto che il cambio con acqua di rubinetto dovrebbe portarmi 1,42 mg/l di K (dichiarati dall'ente dell'acquedotto) dovrei arrivare a circa 16mg/l.
Vedremo quindi se questa soluzione è sufficiente o se aggiungendo il potassio si andranno a manifestare carenze di altri elementi.


lunedì 31 marzo 2008

Alghe

Eccole! Alla fine sono arrivate...
Alghe puntiformi sui vetri posteriori (solo qualche punto su quelli frontali).
Alghe a pennello sulle foglie delle Anubias


Una leggera peluria verde sulle rocce.


Sono comparse tutte assieme nell'arco di un paio di giorni. Voglio essere ottimista e pensare che sia solo un segno che la vasca sta maturando...

Una cosa negativa (che si può notare anche nella seconda foto) è che le Anubias hanno reagito male e dopo un paio di settimane dalla piantumazione mostrano delle evidenti necrosi e le foglie tendono a staccarsi. Vista la tipologia di crescita della pianta (molto lenta) escluderei che si possa trattare della reazione a carenze di qualche elemento, anche perchè altre piante come la Cardamine Lyrata stanno reagendo bene. Devo solo supporre che la pianta venga da coltivazione emersa e stia subendo uno shock da adattamento.

Ho notato inoltre la presenza di alcuni vermicelli di colore bianco che sono risultati impossibili da fotografare sia per le loro dimensioni (quasi tutti da 1mm tranne uno che forse arrivava a 4mm) sia per lo scarso contrasto (sono quasi trasparenti). SI muovono a scatti improvvisi nella corrente o rimangono fissi sul vetro dell'acquario. Dopo essermi documentato un po' ho scoperto che probabilmente sono Anellidi e sono un indice di una buona qualità dell'acqua.
Sono sicuro che appena introdurrò i pesci non rimarranno per molto in vista...

lunedì 18 febbraio 2008

Seconda settimana

Prosegue la preparazione dell'akadama e proseguono i problemini...
I valori rilevati questa settimana sono:






Data Ora NO2NO3dGhdKhpH °C
09/02/0818:15001487,218
12/02/0818:500,5251046,624,5
15/02/0820:00020746,424,4

Il giorno 15/02/08 Ho effettuato un nuovo cambio d'acqua di circa 60 litri che ha riportato i valori alle condizioni iniziali.
Penso che i nitriti rilevati il giorno 12 possano essere un errore di misura in quanto non sono più stati rilevati.

Per tutta la settimana sono state presenti sui legni delle muffe




quindi durante la pulizia del giorno 15 ho approffittato per aspirarle con il sifone. Nella stessa giornata ho trasferito nella vasca nuova alcune piante che risultavano in eccesso nella vecchia. Un paio di piantine di cabomba e del muschio. Il risultato comincia ad essere gradevole...

lunedì 11 febbraio 2008

Prima settimana

La prima settimana era dedicata ad una prima saturazione dell'akadama che come previsto ha fatto crollare i valori di dKh e dGh. I valori che seguono sono stati rilevati con il test 5in1 della JBL che dà dei valori approssimativi per sua natura, ma sono comunque significativi dell'evoluzione della vasca.





Data Ora NO2NO3dGhdKhpH °C
03/02/0820:35001487,218
04/02/0820:35001466,818
06/02/0819:2000736,418
08/02/0819:45025636,418
Il giorno 09/02/08 Ho effettuato un cambio d'acqua di circa 60 litri che ha riportato i valori alle condizioni iniziali.




Data Ora NO2NO3dGhdKhpH °C
09/02/0818:15001487,218

Ho colto l'occasione del cambio per fare un controllo sui vari test del PH in mio posesso:
Il 5in1 della JBL ha una risoluzione di 0,4 e misurava pH=6,4 ovvero la misura minima d
ella sua scala.
Le strisce della Dennerle hanno una risoluzione di 0,5 e davano pH=6
Il test liquido Windfish ha una risoluzione di 0,2 e misurava pH=6,4 ovvero
la misura minima della sua scala.

Tutto sommato questo mi rassicurerebbe che i test sono abbastanza precisi e che l'errore possa essere dovuto al fondo scala minimo.


Prima del cambio ho notato che i legni erano coperti da una specie di muffa dall'aspetto cotonoso biancastro. Ho quindi rimosso i legni per timore che la muffa contaminasse l'acqua in qualche maniera. Mi sono poi andato a rileggere un articolo di Maurizio Gazzaniga su Aquagarden che sembrerebbe confermare che si tratta di muffe e che le classifica come un fatto assolutamente naturale e destinato a scomparire nell'arco di alcune settimane.
Non volendo sopportare passivamente la loro presenza le ho ripulite con uno spazzolino da denti e poi ho reimmesso i legni nell'acquario. Nell'occasione ho aggiunto all'acquario alcune piante/talee in esubero dal vecchio acquario. Non ho speranza che diventino rigogliose ma contribuiranno a monitorare le variazioni di parametri.


Visto che i lavori erano in corso ho iniziato ad allestire il filtro biologico.
Ho scelto dei canolicchi ceramici della Aqualine

Tali canolicchi sono decisamente meno "ruvidi" di quelli di altre marche e quindi dovrebbero essere in teoria meno efficienti

l'effetto è voluto in quanto volendo un acquario fittamente piantumato vorrei evitare un filtro biologico troppo efficiente che rischi di sottrarre nutrimento alle piante.

Oltre ai canolicchi sono stati inseriti i filtri meccanici in quest'ordinedal basso : Lana di perlon grossa per proteggere la pompa. - cannolicchi - spugna - lana di perlon fine.
Il risultato si può vedere da questa foto: