martedì 22 gennaio 2008

L'avvio

Dopo avere perso qualche settimana per trasformare il mobile da aperto a chiuso con tutte le peripezie del caso

Ecco il risultato



Poi la settimana scorsa ho disimballato l'aquario che avevo parcheggiato per mancanza di spazio potete immaginare con quale emozione.

E lì la delusione è stata totale:
- Il filtro biologico interno è composto di tre pareti siliconate al lato dell'acquario (quindi fisso) ed è sul lato sbagliato (proprio quello dal quale dov
rei osservare l'acquario entrando) rispetto alle cerniere del coperchio (anch'esse siliconate).
- Il coperchio, al contrario di quello che sembrava ad un primo esame, non permette di alloggiare più di un neon ed ho dubbi sulla tenuta delle cuffiette di protezione
- Il fondo della vasca prese
nta strane rigature (non vorrei fosse incrinato)

Un piano di guerra che mi era venuto in mente era:
- testare la tenuta del fondo caricando la vasca con acqua e arredi
- rimuovere le cerniere con lametta e viasil per incollarle sull'altro lato
- a quel punto girare la vasca per avere il filtro sul lato giusto
- se la lampada in dotazione non fosse adeguata trasformo l'acquario in aperto


Ho postato una richiesta di aiuto sul forum di Aquagarden e ho raccolto un suggerimento, risolutivo, di utilizzare un filo di acciaio per tagliare il silicone delle cerniere del coperchio.


Dopo aver verificato, caricandola con dei sassi e 120 litri di acqua, che la vasca teneva senza problemi (i segni sul fondo erano solo graffi :-) ) , sono passato alla rimozione delle cerniere ecco il prima:













e durante l'uso dell' "attrezzo" suggerito:















Alla fine era rimasto molto silicone dove erano fissate le cerniere ma lo strato era sottile. Per completare l'opera ho utilizzato uno dei prodotti che si usano per rimuovere il silicone e la cara lametta che si usa per pulire i vetri dell'acquario dalle alghe.


Per evitare i graffi mi sono mosso al rallentatore (6 ore di lavoro). Ma il risultato e buono. Come si vede dalla foto seguente non rimane traccia del silicone:



Mi rimane solo da affrontare il coperchio ma quello è comunque da modificare per adattare il parco lampade. Ci penserò con calma....



mercoledì 24 ottobre 2007

Carenze nutrizionali 2


Un ulteriore mese con pieno regime di fertilizzazione, luce e CO2 ha portato risultati impressionanti:

La cabomba è incontenibile, cresce velocissima e i fusti sono quasi il triplo di quelli iniziali, il muschio sta iniziando a crescere anche se le condizioni di acqua dura non sono le migliori.
Nello stesso periodo un inconveniente mi aveva fatto pensare a nuove carenze. I sintomi erano: la comparsa di una patina biancastra su alcune foglie della microsorum e un visibile "raggrinzimento" delle stesse accompagnato in alcuni casi una decolorazione delle foglie nella parte centrale della foglia stessa.
Ho poi scoperto che dopo una pulizia approfondita dell'acquario avevo dimenticato staccato il riscaldatore. La temperatura dell'acqua era quindi scesa dopo una settimana da 24/25 a 21/22 °C.
Il fatto che il problema fosse dovuto alla temperatura sembra confermato in quanto dopo aver ripristinato la temperatura ottimale il problema non si è più presentato (ovviamente avevo rimosso le foglie maggiormente rovinate).

giovedì 13 settembre 2007

Carenze nutrizionali

Tempo fa sul Forum di Acquagarden nel thread relativo alle carenze nutrizionali avevo postato un paio di foto ipotizzando delle deficienze macro-nutrienti da una parte e un eccessivo deposito di carbonati (polvere bianca) dall'altra. La polvere bianca indicava probabilmente che approfittando della durezza elevata dell'acqua le piante stessero tentando di sopperire alle carenze di CO2. Citando una risposta ricevuta nel forum “alcune piante in natura sono in grado acquisire la CO2 dal CO3H, polarizzando le foglie, acidificano la parte inferiore in modo da aumentare la CO2 e basificano la parte superiore, causando dei depositi”

Entrambi i sintomi affliggevano le microsorum pteporus mentre l'afflosciarsi della cabomba sembrava riconducibile alle sole carenze di nutrienti.

La vittima è un vecchio acquario attivo dal 2000 (dovrebbe ormai essere dismesso ma non ho avuto il tempo per avviare la nuova vasca) di 36 l netti con una illuminazione da 8w e CO2 DIY. Nitrati, nitriti, Fe totalmente assenti e PH fisso a 7,2. Acqua dura! Cambi 5l/settimana con acqua biocondizionata.
Concimazioni settimanali con concime Florena della Sera e Fe liquido. Mensili con le pastigliette della Sera (Florenette A).
Presenti nella vasca 3 Cory e 1 caridina (carico organico nullo).

Nelle condizioni suddette oltre ad un primo deperimento delle piante era evidente una totale assenza di alghe.

A partire da questa situazione
- Ho aumentato le concimazioni e non ho visto alcuna variazione.
- Ho spostato il neon sul davanti (sopra il cespuglio di Cabomba) e la cabomba è guarita o quasi; non è rigogliosa ma sicuramente nemmeno floscia come in precedenza. Nei punti più vicini alla luce sta bene anche se le foglie sono piccole rispetto a quelle viste in altri acquari.
- Ho interrotto la CO2 e le piante SI SONO RIPRESE tutte.

Quindi luce e CO2 sembrano ancora fondamentali ...

A questo punto galvanizzato dai miglioramenti ho aggiunto 6 cardinali e 3 chioccioline malesi (Melanoides tuberculata).


Due giorni dopo ho iniziato a dosare una goccia di fertilizzante giornaliero (JBL Ferropol 24).

Dopo ulteriori tre giorni dopo avevo le prime alghe sul vetro....

Non penso che il carico organico aggiunto dai 6 cardinali sia eccessivo quindi presumo che il fertilizzante giornaliero abbia un effetto bomba nel mettere a disposizione nutrienti in eccesso.

Le variazioni di cui accennavo sono tutte misurate in mesi tranne l'osservazione sulla immediata comparsa delle alghe che proprio per la sua velocità mi ha lasciato sorpreso.


I limiti dell' impianto di serie in wattaggio e scarsa espandibilità è proprio il motivo che mi ha spinto ad acquistare il nuovo acquario (da 120l) che monta neon standard (questo ha i neon piccoli). Preferisco non investire ulteriormente su questo acquario che al momento mi serve solo per far sopravvivere piante e pesci in attesa del nuovo alloggio.
E' chiaro che per me "sopravvivere" significa comunque farli stare al meglio quindi i miei sforzi nei loro confronti non calano.

Dopo avere lasciato stabilizzare il sistema, senza modificare la quantità di luce e il regime di fertilizzazione, ho reintrodotto la CO2 DIY.
Come si può vedere dall'immagine che allego, la pianta ha aumentato la distanza degli internodi.

I tempi di risposta sono stati di un paio di giorni, dopo tale periodo la pianta ha iniziato ad accelerare la crescita e cresce di un internodo a settimana.

Per 2 settimane la crescita è continuata senza mostrare deficienze di alcun tipo anzi la pianta sotto osservazione mostra un deciso irrobustimento. Nel frattempo i parametri fisici della vasca sono rimasti invariati.

Poiché la lunghezza degli internodi a mio parere indicava comunque una scarsità di luce, dopo le due settimane di cui sopra ho introdotto una parabola sopra al neon da 8W. Tale parabola, decisamente artigianale, è costituita da un tubo di cartone rivestito di carta d'alluminio per alimenti ed ha avuto l'effetto di aumentare drasticamente la quantità di luce (ad occhio l'impressione era di avere quasi il doppio di luce).

Dopo due settimane da tale modifica la crescita della pianta si è ridotta leggermente (minore distanza fra gli internodi) ma la pianta stessa si è irrobustita in maniera notevole.
La differenza del fusto fra prima e dopo e di un diametro doppio e visibilmente più robusto. Le foglie sono notevolmente ingrossate (erano quasi più belle prima dal punto di vista estetico).
Concludo osservando quindi che in base ai test ritengo nociva l'introduzione di CO2 in acquari con scarsa luminosità e che con un po' di carta di alluminio a volte si fanno miracoli :-)

martedì 8 maggio 2007

Akadama

Dal punto di vista acquaristico l' Akadama è una terra allofana e come tale tende ad assorbire nel primo periodo dell'allestimento tende ad assorbire tutti i nutrienti dal fondo.
Un buon sistema per ovviare a questo è di inserire al di sotto dell'akadama un fertilizante molto forte come ad es. l' Osmocote.
Inoltre per evitare sbilanciamenti di PH e KH è conveniente utilizzare acqua di rubinetto o in aternativa integrare con sali opportuni per almeno i primi 15/20 giorni di allestimento.

venerdì 23 marzo 2007

Il layout

A forza di cercare su internet un idea finalmente ho scelto dei possibili layout. Sono rimasto particolarmente colpito da due vasche:
1) La "
Old Chinese Garden" dell' AGA 2005



2) La "Two Schools" sempre dell'AGA 2005


La prima ha un classico layout a collinetta centrale, ma l'aggiunta della Nynphaea glandulifera nel punto focale rende molto particolare il layout. Chiaramente far dipendere tutto il risultato da un unica piante oltretutto alquanto caratteristica è un attimino ambizioso.
Quindi a meno di ripensamenti il secondo layout sarà il modello preferenziale.

Scelta del fondo

Dopo varie considerazioni la scelta del fondo cade su un fondo fertile. Probabilmente sarà akadama fine.
Lo spessore del fondo andrà da 5 a 7 cm. Quindi con una media di 6 saranno necessari l*p*h/1000=100x30x6/1000= 18 litri.
Quindi con un po' di margine dovrebbero essere sufficienti 20 litri di akadama...
Collegamento

venerdì 2 marzo 2007

Sintomi di carenza di micro/macroelementi nelle piante.

Fonte Aquagarden Forum:
Azoto
- clorosi (ingiallimento delle foglie) prima nelle foglie vecchie e poi in quelle giovani.
- caduta delle foglie (dopo la clorosi)
- Afflosciamento foglie in maniera significativa
- Perdita di colore nelle foglie a partire da quelle vecchie.
- Steli molto sottili

Fosforo
- sviluppo stentato
- perdita delle foglie più vecchie
- pigmenti rossastri
- clorosi lungo le nervature fogliari (prima nelle foglie più giovani)
- perdite delle foglie vecchie
- Perdita di lucidità fogliare
- Colorazioni marcate e/o tinte bronzee
- Arrossamento lungo le nervature

Potassio
- Perdita delle foglie basali
- indebolimento del fusto
- clorosi a chiazze e seguenti zone necrotiche sui margini
- zone fogliari annerite
- Ingiallimento dei bordi marcato nelle foglie più vecchie
- Imbrunimento (piccole ustioni al centro della foglia che vanno pian piano a ricoprire la pagina fogliare)
- Necrosi dei margini fogliari
- Nelle Hygrophilla buchi piccolini sulle foglie (da spillo)

Magnesio
- clorosi a chiazze prima sulle foglie vecchie
- perdita delle foglie vecchie
- macchie gialle o violacee sulla lamina fogliare
- ripiegamento verso l'alto dei margini fogliari
- Ingiallimento delle foglie tranne che nelle nervature prima sulle foglie vecchie
- Clorosi magnesiaca
- Moria degli apici radicali quando è possibile vederli

Calcio
- clorosi delle giovani foglie seguita da necrosi e caduta
- foglie deformate
- colore opaco delle foglie
- Foglie giallognole/biancastre
- Scolorimento generale e negli apici
- Necrosi ampia con marcescenza
- Non è possibile ridistribuire l’elemento in caso di crisi, perché si fissa stabilmente

Ferro
- clorosi molto evidente nelle foglie giovani a partire dalle nervature
- clorosi estesa su tutta la pianta
- Venature color giallo e/o bianco nelle foglie giovani

Manganese
- clorosi a chiazze e a striature