lunedì 15 settembre 2008

Test Ferro

Sabato scorso ho trovato un' altra neocaridina morta: l'analisi immediata dell'acqua non mostrava alcun valore anomalo rispetto al solito.
La Neocaridina Denticulata Sinensis var. Red viene indicata come un animale robusto, adattabile a varie condizioni dell'acqua, la cui vita può raggiungere l'anno e mezzo in condizioni ideali.

Visto che nessun altra specie mostra alcun problema, e non conoscendo l'età esatta dei miei esemplari, potrebbero anche essere arrivati al limite della loro vita naturale. Ma, conoscendo la loro sensibilità al ferro mi è sorto il dubbio di avere esagerato con la fertilizzazione di Fe.
Lo stato di alcune piante mi indicava esattamente il contrario


Quindi per eliminare qualsiasi dubbio ho deciso di acquistare un test per il Fe e la scelta è caduta su JBL (anche per mancanza di alternative immediatamente disponibili in negozio).



Il risultato del primo test indicava valori meno che nulli: il colore giallo del reagente non è stato nemmeno alterato.



A quel punto ho provveduto a fertilizzare normalmente e il secondo test si è portato a zero. Per verifica ho aggiunto qualche goccia di fertilizzante direttamente nella provetta di test e il reagente ha raggiunto in pochi secondi la colorazione massima indicando un corretto funzionamento dello stesso.

Non mi rimane che concludere che le indicazioni ricevute dalle piante sono confermate dal test: il ferro è carente e sarà necessario aumentare leggermente la fertilizzazione.
Per contro il prematuro decesso della Neocaridina non è attribuibile ad eccesso di Ferro e, presumo, nemmeno alle condizioni dell'acqua. Non mi resta che supporre che abbiano completato il loro ciclo vitale o che siano state
attaccate da qualcuno degli altri inquilini.
Ecco una foto di uno degli altri (sanissimi) inquilini dopo la fertilizzazione... arzillo come sempre.



mercoledì 10 settembre 2008

Legatura del muschio

Dopo una potatura del muschio (taxiphyllum barbieri - java moss) ho provato una tecnica nuova per trapiantare l'eccedenza:
Normalmente il muschio viene legato a rocce o tronchi per facilitarne il naturale attecchimento, mentre in questo caso volevo usarlo come pianta da primo piano.
Dopo il taglio di circa 4 cm, di un ampio ventaglio di muschio, ho trattenuto la parte tagliata con le pinzette ed ho provveduto ad una legatura, con del filo di cotone scuro, a circa 5mm dalla base del taglio (come ho schematizzato nel disegno).


Tirando il nodo la base si restringe mentre la parte superiore rimane ordinatamente disposta verso l'alto. A quel punto è sufficiente tagliare il filo in eccedenza ed interrare il muschio fino alla legatura.
Nella foto si può notare la differenza fra un ciuffo di muschio legato (a destra) ed uno non legato che è cresciuto in maniera molto disordinata (a sinistra).



giovedì 28 agosto 2008

Sfondo

Ho approfittato delle ferie per costruire uno sfondo per l'acquario.
L'idea iniziale era di utilizzare del materiale plastico e di appoggiarlo alla parete posteriore sfruttando lo spazio presente fra il vetro ed il frame in plastica (della base e del coperchio per fissarlo). Essendo visibili dal vetro posteriore le cerniere di fissaggio del coperchio, che sono nere, la scelta del colore di sfondo nero per mascherarle è quasi obbligata.
Non sono riuscito però a trovare fogli plastici di colore nero opaco, quindi ho recuperato alcuni fogli di polipropilene del tipo usato per fare cartelline e valigette e lo ho rivestito con della carta adesiva nera opaca che avevo da parte.

Chiaramente ho sagomato il foglio in modo da includere le cerniere del coperchio e renderle invisibili.

Considero il lavoro risultante non definitivo ma utile ad avere un idea della resa dello sfondo.



La parte sinistra che ha le piante ben sviluppate è tutto sommato convincente in quanto il contrasto fra il verde delle piante ed il nero dello sfondo è adeguato. Le ombre alla base delle piante, inoltre, si confondono con lo sfondo e danno un naturale senso di profondità.
La parte destra (che è ancora parzialmente da piantumare) è deludente in quanto lo sfondo la appiattisce ulteriormente.

Se poi si confronta una foto con il nuovo sfondo e quella senza sfondo la perdita di profondità è ancora più evidente.



Tutto sommato penso che farò altre prove prima di decidere di adottare definitivamente lo sfondo nero.

venerdì 25 luglio 2008

Fertilizzazione

Dopo avere usato per oltre un mese il bicarbonato di potassio KHCO3 per aggiungere potassio e alzare i carbonati (KH), riscontrando valori relativamente alti per KH e PH, ho deciso di passare al Solfato di Potassio (K2SO4).
Ho quindi acquistato 1Kg di K2SO4 che è la confezione minima che era disponibile in farmacia.

Quindi ho calcolato le dosi per la soluzione basandomi su un articolo di aquagarden "La preparazione delle soluzioni NPK"
In base ai pesi molecolari dei componenti si ha che 1g di K2SO4 contiene (p.m. 2*K+)/(p.m. K2SO4) = (2*39,098)/174,258 = 0,449g di potassio.
Quindi per fornire un grammo di K+ devo fornire 1/0,449 = 2,227g di K2SO4

Preparando 500 ml di soluzione per 80 litri netti di acquario dovrei avere:

2,227x500x80/1000=89,08 g K2SO4 da inserire in un recipiente e portare in soluzione con acqua fino a raggiungere 500ml (non aggiungendo 500 ml di acqua ma la parte di acqua sufficiente a portare a 500ml).La soluzione ottenuta mi doserebbe 1mg di K per ogni ml di soluzione aggiunto nell'acquario.

A differenza di quanto accadeva per il bicarbonato di potassio, però, qui abbiamo superato il grado di solubilità del solfato di potassio in acqua per cui è necessario preparare una soluzione più diluita.

Per comodità ho preparato una soluzione che fornisce 1mk di K per ogni 10 ml di soluzione inserendo una dose di un decimo (8,908 g).

Penso di alternare questa soluzione a quella di bicarbonato di potassio fino a trovare un giusto rapporto fra gli elementi.

martedì 22 luglio 2008

Trasloco

Finalmente...
sabato scorso sono riuscito ad effettuare il trasloco degli inquilini dal vecchio acquario al nuovo.
Con un po' di pazienza sono riuscito ad acchiappare con un secchiello di plastica i due Corydoras e 6 cardinali e a trasferirli nel nuovo acquario.



Sono riuscito a non ferirli in alcun modo ma sono rimasti ugualmente un po' traumatizzati e adesso si nascondono in mezzo alle piante.

venerdì 11 luglio 2008

Utricularia graminifolia

La scorsa settimana sono riuscito ad acquistare finalmente una pianta di utricularia graminifolia (Tropica No 049B) per il primo piano.
Si tratta di una piamta carnivora
dotata di utricoli per la cattura di piccoli insetti, semiemersa, originaria dell' Asia. Non dovrebbe crescere più di 2-5 cm e quindi come prato dovrebbe essere eccezionale.
La vasca più famosa basata quasi essenzialmente su questa pianta penso sia quella di Oliver Knott presso lo Kölle-Zoo, Ludwigshafen .

Il tempo di acclimatazione, secondo più fonti, è di 6-8 settimana poi, nelle condizioni ottimali dovrebbe formare un prato in poco tempo.

Come consigliatomi dal venditore ho lasciato la maggior parte degli steli nel grondan interrandolo, ma ne ho estratta una parte per verificare la differenza di propagazione degli stoloni.

Per il momento la pianta è ancora sofferente per la spedizione...

giovedì 10 luglio 2008

Vista laterale

Fra le varie foto fatte all'acquario ne ho scattate un paio lateralmente: visto di lato ha un aspetto molto più finito rispetto al fronte.

Attribuisco questa differenza alla profondita della vasca che nel fronte è scarsa...dovrò lavorare molto per dare tridimensionalità alla vista frontale