lunedì 20 ottobre 2008

Sostituzione lampada 2

Il problema delle alghe e una certa insoddisfazione per la tonalità verdastra del neon mi hanno spinto a rianalizzare il problema luce.

Il punto fermo è che attualmente posso ospitare un solo neon T8 da 30W nella plafoniera e quindi devo massimizzare la sua resa.
I parametri da valutare sono:
- Temperatura di colore
- Resa cromatica
- PAR (radiazione fotosinteticamente attiva)

Takashi Amano nel secondo numero dell' "Online Aqua Journal" nell'articolo "The Light I Encountered Under Water" evidenzia come, secondo lui, le piante sommerse fotosintetizzano sfruttando principalmente la luce blu.
Nell'articolo "Light Transmissivity in Water" giustifica ulteriormente questa tesi mostrando il calo dell'efficienza della componente rossa all'aumentare della profondità.
Quindi attribuisce un certo valore alla temperatura di colore che a suo parere raggiunge un buon compromesso visivo/fotosintetico fra i 7000 e gli 8000 K.
Altre fonti (es. Luca Specchio in un'articolo del GAEM) attribuiscono alla radiazione blu un contributo alla proliferazione delle alghe che risulterebbero inibite dal rosso.

Mentre, Tom Barr, ribadisce la necessità di uno spettro in cui la componente verde non sia assente in quanto fondamentale al corretto sviluppo delle piante.

A questo punto l'ideale dovrebbe essere una lampada a spettro completo con emissione leggermente più elevata sul rosso che sul blu. Direi che la scelta dei 6500K rimane valida.
Per quanto riguarda la resa cromatica più è elevata (vicina a 100) più fedele è la resa dei
colori a parità di temperatura di colore. Tale parametro solitamente cala al crescere della temperatura di colore.


La PAR (dalla definizione di wikipedia) viene generalmente considerata pari al 50% della radiazione solare totale incidente. Si concentra nelle bande del blu e del rosso, con punte massime a 430 e 680 nm di lunghezza d'onda. Maggiore è tale indice maggiore il beneficio per le piante.


In un piacevole confronto sul forum di aquagarden mi è stato consigliato di utilizzare le Philips 965 o 865 in quanto sono le lampade che soddisfano il maggior numero di requisiti tra quelli espressi sopra.

Le 965 erano disponibili solo ordinando confezioni da 10 pezzi in su quindi ho acquistato una 865:



Philips Master TL-D Super 80
30W/865 1SL
Temperatura di colore: 6500 K
CRI: 85 Ra8
Flusso luminoso: 2300 lm
Vita utile ciclo 12h: 12.000 h circa

Confrontando la Philips 865 con la precedente Sylvania 765 noto una netta differenza di luminosità a favore della 865. A parità di temperature di colore inoltre la luce emessa dalla nuova lampada è molto più bianca dell'altra.



giovedì 9 ottobre 2008

Grossi problemi

L'introduzione della nuova lampada e dei nuovi inquilini hanno portato (o perlomeno coincidono con l'arrivo) dei grossi problemi: alghe e una moria dei pesci.

Per quanto riguarda i pesci il giorno dopo l'introduzione dei nuovi inquilini (Black Neon) ne ho trovato uno morto. Ho pensato ad un individuo già provato che non aveva retto al trasferimento.
Poi nel giro di tre giorni ho perso altri due Black Neon, due cardinali e due corydoras che mi facevano compagnia da un po' di anni.
I corydoras presentavano sul corpo un paio di macchie color ruggine grandi meno di un millimetro non ho fatto in tempo a notare nessun altra anomalia. Non essendo riuscito ad individuare la malattia ho reagito in base informazioni che ricordavo di avere letto ed ho alzato di circa un paio di gradi la temperatura dell'acqua portandola quasi a 25°C. Inoltre ho aggiunto del biocondizionatore in vasca per far precipitare eventuali elementi tossici e cercare di proteggere i pesci. Non so se è stata conseguenza della mia attività ma la moria è terminata.
Sono quindi rimasti in vasca due Black Neon, tre Cardinali e 4 Caridina Japonica.

Quasi contemporaneamente ho avuto un esplosione algale con alghe a pennello che dopo alcuni giorni hanno raggiunto, in alcuni punti, quasi i 10 cm di lunghezza.
Ho iniziato con i cambi d'acqua ravvicinati e saltato una fertilizzazione settimanale stoppando anche la somministrazione giornaliera di potassio.

Attendo per vedere se diminuiscono...

mercoledì 1 ottobre 2008

Nuovi inquilini

Finalmente sono riuscito ad introdurre in acquario dei nuovi inquilini: 5 Hyphessobrycon herbertaxelrodi altrimenti denominati "Black Neon Tetra".

Si tratta di caracidi di aspetto e caratteristiche simili ai Cardinali a cui somigliano per forma se non per colore.
Ecco alcune informazioni rubate qua è là per comporre una scheda di questi pesci:

Hyphessobrycon herbertaxelrodi Géry, 1961
Famiglia: Characidae (Caracidi),
Ordine: Characiformes (Caraciformi)
Classe: Actinopterigi (pesci con pinne raggiate)
Nome FishBase: Black neon tetra
Dimensione massima: 3.2 cm SL
Ambiente: benthopelagico; Acqua dolce; pH range: 5.5 – 7.5; dH range: 15
Colorazione: Dorso marrone-chiaro, ventre argenteo. Tipica la fascia longitudinale verde iridescente, sotto la quale si estende una linea nera. Pinne trasparenti o giallastre.
Dimorfismo sessuale: Poco evidenziato. Femmina solitamente più robusta del maschio.
Diffusione: Brasile, nello Stato del Maro Grosso
Comportamento: Pacifico. In acquario vive negli strati superiori dell'acqua. Da tenere possibilmente in piccoli gruppi.
Ed ecco una foto, purtroppo non nitidissima, di parte del gruppo:




lunedì 29 settembre 2008

Sostituzione lampada

Dopo soli 10 mesi dalla prima accensione il neon di serie ha mostrato segni di cedimento: due belle bande scure alle estremità.
Avendo una sola lampada da 30W c'era la necessità di massimizzare la resa luminosa.
Girando tra vari siti e forum ho trovato tutti i pareri concordi sul fatto che, nel caso in cui sia possibile installare una sola lampada, la temperatura di colore ideale è nel range 4000-6500 K.
A questo punto una volta arrivato in negozio la scelta si è ristretta all'unico modello disponibile con i requisiti necessari:

Sylvania F30/54-765 T8 Daylight 6500K CRI=76

L'indice di luminosità è relativamente basso e la lampada è carente sul rosso ma le alternative erano lampade da 18.000 K (decisamente fredde se montate da sole).


La differenza di luminosità, dopo la sostituzione, era visibile a occhio nudo.


lunedì 15 settembre 2008

Test Ferro

Sabato scorso ho trovato un' altra neocaridina morta: l'analisi immediata dell'acqua non mostrava alcun valore anomalo rispetto al solito.
La Neocaridina Denticulata Sinensis var. Red viene indicata come un animale robusto, adattabile a varie condizioni dell'acqua, la cui vita può raggiungere l'anno e mezzo in condizioni ideali.

Visto che nessun altra specie mostra alcun problema, e non conoscendo l'età esatta dei miei esemplari, potrebbero anche essere arrivati al limite della loro vita naturale. Ma, conoscendo la loro sensibilità al ferro mi è sorto il dubbio di avere esagerato con la fertilizzazione di Fe.
Lo stato di alcune piante mi indicava esattamente il contrario


Quindi per eliminare qualsiasi dubbio ho deciso di acquistare un test per il Fe e la scelta è caduta su JBL (anche per mancanza di alternative immediatamente disponibili in negozio).



Il risultato del primo test indicava valori meno che nulli: il colore giallo del reagente non è stato nemmeno alterato.



A quel punto ho provveduto a fertilizzare normalmente e il secondo test si è portato a zero. Per verifica ho aggiunto qualche goccia di fertilizzante direttamente nella provetta di test e il reagente ha raggiunto in pochi secondi la colorazione massima indicando un corretto funzionamento dello stesso.

Non mi rimane che concludere che le indicazioni ricevute dalle piante sono confermate dal test: il ferro è carente e sarà necessario aumentare leggermente la fertilizzazione.
Per contro il prematuro decesso della Neocaridina non è attribuibile ad eccesso di Ferro e, presumo, nemmeno alle condizioni dell'acqua. Non mi resta che supporre che abbiano completato il loro ciclo vitale o che siano state
attaccate da qualcuno degli altri inquilini.
Ecco una foto di uno degli altri (sanissimi) inquilini dopo la fertilizzazione... arzillo come sempre.



mercoledì 10 settembre 2008

Legatura del muschio

Dopo una potatura del muschio (taxiphyllum barbieri - java moss) ho provato una tecnica nuova per trapiantare l'eccedenza:
Normalmente il muschio viene legato a rocce o tronchi per facilitarne il naturale attecchimento, mentre in questo caso volevo usarlo come pianta da primo piano.
Dopo il taglio di circa 4 cm, di un ampio ventaglio di muschio, ho trattenuto la parte tagliata con le pinzette ed ho provveduto ad una legatura, con del filo di cotone scuro, a circa 5mm dalla base del taglio (come ho schematizzato nel disegno).


Tirando il nodo la base si restringe mentre la parte superiore rimane ordinatamente disposta verso l'alto. A quel punto è sufficiente tagliare il filo in eccedenza ed interrare il muschio fino alla legatura.
Nella foto si può notare la differenza fra un ciuffo di muschio legato (a destra) ed uno non legato che è cresciuto in maniera molto disordinata (a sinistra).



giovedì 28 agosto 2008

Sfondo

Ho approfittato delle ferie per costruire uno sfondo per l'acquario.
L'idea iniziale era di utilizzare del materiale plastico e di appoggiarlo alla parete posteriore sfruttando lo spazio presente fra il vetro ed il frame in plastica (della base e del coperchio per fissarlo). Essendo visibili dal vetro posteriore le cerniere di fissaggio del coperchio, che sono nere, la scelta del colore di sfondo nero per mascherarle è quasi obbligata.
Non sono riuscito però a trovare fogli plastici di colore nero opaco, quindi ho recuperato alcuni fogli di polipropilene del tipo usato per fare cartelline e valigette e lo ho rivestito con della carta adesiva nera opaca che avevo da parte.

Chiaramente ho sagomato il foglio in modo da includere le cerniere del coperchio e renderle invisibili.

Considero il lavoro risultante non definitivo ma utile ad avere un idea della resa dello sfondo.



La parte sinistra che ha le piante ben sviluppate è tutto sommato convincente in quanto il contrasto fra il verde delle piante ed il nero dello sfondo è adeguato. Le ombre alla base delle piante, inoltre, si confondono con lo sfondo e danno un naturale senso di profondità.
La parte destra (che è ancora parzialmente da piantumare) è deludente in quanto lo sfondo la appiattisce ulteriormente.

Se poi si confronta una foto con il nuovo sfondo e quella senza sfondo la perdita di profondità è ancora più evidente.



Tutto sommato penso che farò altre prove prima di decidere di adottare definitivamente lo sfondo nero.