martedì 9 dicembre 2008

PO4

Come da attesa le alghe sono ricomparse.
Le piante cominciavano a presentare delle foglie di colore scuro con sintomi che sembravano indicare una carenza di fosfati, dopo avere tentato con altre soluzioni, ho deciso di aggiungere fosfati in acquario.
La cosa che mi ha convinto definitivamente a dosare fosfati è stato un articolo sul Redfield Ratio.
Il Redfield Ratio è il rapporto molecolare fra carbonio, azoto e fosforo nel fitoplancton. Il rapporto stechiometrico è C:N:P = 106:16:1 ed è stato definito in questo modo per la prima volta nel 1954 da Alfred C. Redfield.
L'articolo suddetto spiega che il rapporto ottimale fra N:P è 16:1. Al di sopra del 22 si hanno alte probabilità di sviluppo di alghe verdi. Al di sotto del 10 di alghe blu-verdi.
Avendo alghe filamentose (verdi) e sintomi da carenza di fosfati mi sono deciso a una blanda fertilizzazione di PO4.

Per fertilizzare solo PO4 mi sono rifatto ad una serie di discussioni di Aquagarden nelle quali si ipotizza l'utilizzo di Clisma Lax per dosare i fosfati.
Il Clisma Lax contiene in 100ml di prodotto 13,91 g di fosfato sodico monobasico e 3,18 g di fosfato sodico bibasico. Quindi 100 ml di clisma lax contengono 13,139 grammi di ione fosfato, un ml di soluzione contiene 131 mg di ione fosfato.

Quindi per dosare 0,1g di PO4 devo dosare 1/131/10=0,763ml di prodotto.
Quindi per avere 0,1ppm di PO4 su 80l netti di acqua necessito di: 0,763x80/1000=0.061ml di prodotto.

Essendo una dose difficile da misurare ho moltiplicato il valore per 100 e l'ho diluito in 100ml di acqua.
Con la soluzione ottenuta (PO4 sol.) riesco a dosare 0,1ppm di PO4 per 1ml di soluzione.

Ho dosato 1 ml di soluzione al sabato immediatamente dopo averla preparata e 1 ml al lunedì.
Al martedì sera ho effettuato un cambio parziale di 5l e tentando di rimuovere le alghe con lo spazzolino ho notato che si riducevano in polvere.

Ho notato che a fronte della seconda dose di soluzione, dopo poche ore, si sono formate in un unico punto delle alghe blu-verdi (ciano??), prontamente rimosse con lo spazzolino. Dopo tale problema ho pensato di distribuire la dose di soluzione in una superficie ampia e non sul getto di rientro dell'acqua in acquario.

Ho dosato al venerdi una terza dose da 1ml di soluzione, 24 ore prima del cambio settimanale. In questa maniera dovrei riuscire sfruttare al massimo le capacità di accumulo delle piante rispetto alle alghe.

Ripeterò l'operazione solo venerdì prossimo con la quarta dose e poi mi fermerò per osservare la risposta del sistema.

A 5 giorni di distanza dall'ultima dose noto che le alghe non aumentano come quantità (area coperta) ma continuano a essere presenti e a crescere in alcune zone. Le piante mostrano segni di ripresa in particolare l'Hemianthus micranthemoides che mostra molte punte verdi. Le foglie del Microsorum pteropus non mostrano più le punte colore violaceo.

Penso che utilizzerò queste piante come riferimento per individuare bassi valori di PO4 oltre all'eventuale comparsa di alghe verdi.

lunedì 24 novembre 2008

Alghe scomparse

Con il problema delle alghe ancora presente, lo scorso mercoledì l'impianto luci si è guastato.
Inizialmente avevo pensato ad un guasto del reattore del neon quindi ho dovuto cercarne uno nuovo; in realtà la sostituzione dello starter e del reattore del neon non ha risolto il problema che, quindi, si è protratto per più giorni. Solo il venerdì sera, grazie ad un tester ho scoperto che il morsetto del reattore si era fuso all'interno per colpa di una cattiva connessione.
Quando ho sostituito il morsetto e riattivato le luci ho avuto una bella sorpresa: le alghe erano quasi scomparse del tutto. Avevo già letto che qualcuno oscura la vasca per fare sparire queste sgradite intruse ma i suggerimenti parlavano di buio totale e di almeno 4 giorni di oscurità. Nel mio caso la vasca continuava a ricevere la luce naturale di una finestra disposta a nord.
Le piante non solo sembrano non avere risentito del problema ma avevano addirittura un aspetto più rigoglioso... i muschi senza le filamentose erano meravigliosi.

Ecco un area del fondo in cui erano presenti le filamentose lunghe 3 o 4 cm minimo:



Questo è un pezzo di tronco sul quale ancora resistono. Qui mi piacerebbe rimanessero...danno al tronco un aspetto naturale...


Altre due aree nelle quali le alghe sono scomparse:



Chiaramente il problema non è risolto in quanto la deficienza o eccesso di nutrienti che ha causato il problema non è stato risolto. Infatti già alla domenica sera qualche filo di alga si stava allungando. Però questa situazione permette di partire, comunque, da una soluzione più "pulita" e con un arma in più per eliminare le alghe.


martedì 4 novembre 2008

Alghe filamentose

Dopo quasi un mese i problemi di alghe permangono.
Si tratta di normali alghe verdi filamentose non ramificate probabilmente del genere Oedogonium .
Tutti i rimedi finora provati non hanno dati risultati...

- I cambi d'acqua frequenti non portano alcun genere di cambiamento.
- La diminuzione del fotoperiodo da 12 a 10 ore non ha mostrato benefici.
- L'aumento dell'ossigenazione, ottenuto aumentanto il dislivello fra il tubo di rientro dal filtro all'acquario, ha comportato un iniziale arresto dello sviluppo algale ma la situazione si è attestata a questo nuovo livello.
- L'aumento di ossigenazione con areatore ha comportato un immediato aumento delle alghe e la comparsa dei sintomi di carenza da CO2 nelle piante.
- L'arresto della fertilizzazione non ha giovato ma la sua ripresa porta ad un immediata ripresa dello sviluppo algale.

In pratica l'unica cosa che porta un giovamento immediato è la rimozione manuale delle alghe.

In questo momento sto aspettando che il filtro si porti ad un nuovo equilibrio.
Ho modificato leggermente la filtrazione dividendo il primo strato filtrante meccanico, formato da lana di perlon, in due parti: La parte sottostante vicina alla spugna è stata pressata in modo da rallentare il flusso.
La parte superiore (molto sottile come spessore) viene lavata spesso per rimuovere la sporcizia ed in particolare le alghe che, in seguito alla pulizia, si vanno a depositare.


Ecco come si presentano...
Su un tronco:

All'uscita del filtro:



Sul fondo (visto dal lato destro):


giovedì 23 ottobre 2008

Hemianthus micranthemoides

Mi sono state regalate delle talee di una pianta, dall'aspetto molto gradevole, che ho identificato come Hemianthus micranthemoides.



Ecco alcune informazioni raccolte in giro per internet:

Hemianthus micranthemoides (sin. Micranthemum micranthemoides), Tropica No. 048A

Famiglia: Scrophulariaceae
Provenienza: North America
Altezza: 5-15+ cm (30 secondo alcune fonti)
larghezza: Width 5-15 cm
Luce: da 0,5 W/l in su
Temperatura: 18-28 °C
Durezza: ininfluente
pH: 5-8
Crescita : Veloce
Riproduzione : talea

Pianta palustre a stelo diffusa nel nord del continente americano, il fusto è sottile e raggiunge un altezza, indicativa, media di 15 cm, le foglie piccole (10 x 3 mm circa) e verde chiaro sono disposte in posizione decussata (diametralmente opposte tra loro).
I suoi getti, in condizioni adeguate di luce, sono striscianti, e possono diventare molto intensi e ramificati.
Preferisce un ph acido o neutro, fondo soffice, e regolare erogazione di co2.

Uno dei punti deboli è la sensibilità ai prodotti chimici utilizzati nei trattamenti in acquario.

lunedì 20 ottobre 2008

Sostituzione lampada 2

Il problema delle alghe e una certa insoddisfazione per la tonalità verdastra del neon mi hanno spinto a rianalizzare il problema luce.

Il punto fermo è che attualmente posso ospitare un solo neon T8 da 30W nella plafoniera e quindi devo massimizzare la sua resa.
I parametri da valutare sono:
- Temperatura di colore
- Resa cromatica
- PAR (radiazione fotosinteticamente attiva)

Takashi Amano nel secondo numero dell' "Online Aqua Journal" nell'articolo "The Light I Encountered Under Water" evidenzia come, secondo lui, le piante sommerse fotosintetizzano sfruttando principalmente la luce blu.
Nell'articolo "Light Transmissivity in Water" giustifica ulteriormente questa tesi mostrando il calo dell'efficienza della componente rossa all'aumentare della profondità.
Quindi attribuisce un certo valore alla temperatura di colore che a suo parere raggiunge un buon compromesso visivo/fotosintetico fra i 7000 e gli 8000 K.
Altre fonti (es. Luca Specchio in un'articolo del GAEM) attribuiscono alla radiazione blu un contributo alla proliferazione delle alghe che risulterebbero inibite dal rosso.

Mentre, Tom Barr, ribadisce la necessità di uno spettro in cui la componente verde non sia assente in quanto fondamentale al corretto sviluppo delle piante.

A questo punto l'ideale dovrebbe essere una lampada a spettro completo con emissione leggermente più elevata sul rosso che sul blu. Direi che la scelta dei 6500K rimane valida.
Per quanto riguarda la resa cromatica più è elevata (vicina a 100) più fedele è la resa dei
colori a parità di temperatura di colore. Tale parametro solitamente cala al crescere della temperatura di colore.


La PAR (dalla definizione di wikipedia) viene generalmente considerata pari al 50% della radiazione solare totale incidente. Si concentra nelle bande del blu e del rosso, con punte massime a 430 e 680 nm di lunghezza d'onda. Maggiore è tale indice maggiore il beneficio per le piante.


In un piacevole confronto sul forum di aquagarden mi è stato consigliato di utilizzare le Philips 965 o 865 in quanto sono le lampade che soddisfano il maggior numero di requisiti tra quelli espressi sopra.

Le 965 erano disponibili solo ordinando confezioni da 10 pezzi in su quindi ho acquistato una 865:



Philips Master TL-D Super 80
30W/865 1SL
Temperatura di colore: 6500 K
CRI: 85 Ra8
Flusso luminoso: 2300 lm
Vita utile ciclo 12h: 12.000 h circa

Confrontando la Philips 865 con la precedente Sylvania 765 noto una netta differenza di luminosità a favore della 865. A parità di temperature di colore inoltre la luce emessa dalla nuova lampada è molto più bianca dell'altra.



giovedì 9 ottobre 2008

Grossi problemi

L'introduzione della nuova lampada e dei nuovi inquilini hanno portato (o perlomeno coincidono con l'arrivo) dei grossi problemi: alghe e una moria dei pesci.

Per quanto riguarda i pesci il giorno dopo l'introduzione dei nuovi inquilini (Black Neon) ne ho trovato uno morto. Ho pensato ad un individuo già provato che non aveva retto al trasferimento.
Poi nel giro di tre giorni ho perso altri due Black Neon, due cardinali e due corydoras che mi facevano compagnia da un po' di anni.
I corydoras presentavano sul corpo un paio di macchie color ruggine grandi meno di un millimetro non ho fatto in tempo a notare nessun altra anomalia. Non essendo riuscito ad individuare la malattia ho reagito in base informazioni che ricordavo di avere letto ed ho alzato di circa un paio di gradi la temperatura dell'acqua portandola quasi a 25°C. Inoltre ho aggiunto del biocondizionatore in vasca per far precipitare eventuali elementi tossici e cercare di proteggere i pesci. Non so se è stata conseguenza della mia attività ma la moria è terminata.
Sono quindi rimasti in vasca due Black Neon, tre Cardinali e 4 Caridina Japonica.

Quasi contemporaneamente ho avuto un esplosione algale con alghe a pennello che dopo alcuni giorni hanno raggiunto, in alcuni punti, quasi i 10 cm di lunghezza.
Ho iniziato con i cambi d'acqua ravvicinati e saltato una fertilizzazione settimanale stoppando anche la somministrazione giornaliera di potassio.

Attendo per vedere se diminuiscono...

mercoledì 1 ottobre 2008

Nuovi inquilini

Finalmente sono riuscito ad introdurre in acquario dei nuovi inquilini: 5 Hyphessobrycon herbertaxelrodi altrimenti denominati "Black Neon Tetra".

Si tratta di caracidi di aspetto e caratteristiche simili ai Cardinali a cui somigliano per forma se non per colore.
Ecco alcune informazioni rubate qua è là per comporre una scheda di questi pesci:

Hyphessobrycon herbertaxelrodi Géry, 1961
Famiglia: Characidae (Caracidi),
Ordine: Characiformes (Caraciformi)
Classe: Actinopterigi (pesci con pinne raggiate)
Nome FishBase: Black neon tetra
Dimensione massima: 3.2 cm SL
Ambiente: benthopelagico; Acqua dolce; pH range: 5.5 – 7.5; dH range: 15
Colorazione: Dorso marrone-chiaro, ventre argenteo. Tipica la fascia longitudinale verde iridescente, sotto la quale si estende una linea nera. Pinne trasparenti o giallastre.
Dimorfismo sessuale: Poco evidenziato. Femmina solitamente più robusta del maschio.
Diffusione: Brasile, nello Stato del Maro Grosso
Comportamento: Pacifico. In acquario vive negli strati superiori dell'acqua. Da tenere possibilmente in piccoli gruppi.
Ed ecco una foto, purtroppo non nitidissima, di parte del gruppo: