lunedì 11 maggio 2009

Carbonio organico

Dopo avere quasi completamente sconfitto le alghe nell'acquario riequilibrando i nutrienti, mi sono posto il problema di eliminare quelle rimanenti (quasi esclusivamente staghorn) e di migliorare la salute delle piante che, per quanto in ripresa, non erano ancora al massimo.

Vari siti come ad esempio il blog
mralgae indicano come possibile causa di tali problemi il basso livello di CO2.

Effettivamente il mio sistema a lievito per la generazione della CO2, per quanto lo consideri un sistema valido, non permette di spingere a piacimento la quantità di CO2 erogata. Inoltre soffre di fluttuazioni dovute ai tempi di innesco e di esaurimento dei lieviti.
Non essendo convinto dell'acquisto di un sistema pressurizzato (anche per la scarsa illuminazione di cui dispone l'acquario che, comunque, è un fattore limitante) mi sono preoccupato di trovare un sistema diverso per fornire carbonio alle piante.
Coincidenza vuole che nel negozio dove di solito mi rifornisco fosse appena arrivato il Carbon Plus della Azoo.



Ho iniziato ad utilizzarlo da una settimana e la prima conseguenza visibile è stato il notevole pearling mostrato dalle piante in particolare dalla Limnophila



e dalla Microsorum



inoltre, dopo una settimana gli steli della limnophila si sono irrobustiti in maniera notevole:



Le staghorn stanno (molto lentamente) regredendo ma ancora non sono scomparse...

Un paio di scatti

A volte gli ospiti dell'acquario si fermano quel che basta per fare una foto decente...

Ecco una Physa marmorata a pelo d'acqua:




Ed un primo piano ad una Caridina Multidentata (Caridina Japonica):



venerdì 3 aprile 2009

Physa

Assieme alle piante di Althernanthera sono arrivate nell'acquario delle lumachine del genere Physa.
Probabilmente non ero riuscito a ripulire adeguatamente le piante e qualche uovo è sopravissuto.
Hanno una conchiglia bellissima e non sembrano riprodursi molto velocemente per cui ho evitato di eliminarle.

Sul sito http://www.vergari.com/ si trovano delle informazioni sulla specie che riporto di seguito:
"La famiglia Physidae è originaria dell'Europa, Asia settentrionale, America centrale e Africa occidentale.
Sono generalmente accettati 4 generi: Physa, Physella, Aplexa (Europa, America, Asia e Africa) e Stenophysa (America centrale).
Le lumache di questa famiglia hanno sia la conchiglia sinistrorsa (con le spire che si svolgono verso destra) che il corpo sinistrorso (apertura del polmone verso sinistra) e il bordo del mantello con due lobi che abbracciano la conchiglia ai due lati destro e sinistro del corpo. Questa estensione del mantello allarga la superficie del corpo; probabilmente per accrescere lo scambio di O2 e CO2 (una sorta di funzione branchiale), che rende possibile a questi polmonate di rimanere sommerse per periodi più lunghi.
Queste lumache depongono uova trasparenti che vengono incastonate in un solido ammasso gelatinoso, attaccato a piante, rocce o altri oggetti.
Le dimensioni delle lumache della famiglia Physidae varia da 13 mm. (Physa fontinalis ) a 20 mm. (Physa acuta )."

Da alcune foto trovate sul web ho identificato quelle del mio acquario come
Physa marmorata:

Nome scient.: Physa marmorata
Origine: Europea
Dimensioni: 6 mm
Temperatura: 0 - 25°C
Ph: 7 - 7.2
Comportamento: Pacifico.
Alimentazione: Onnivora, detritivora

Note: può diventare infestante se trova cibo abbondante

Ecco una foto di un esemplare:


venerdì 27 marzo 2009

Ceratophyllum demersum

La Lilaeopsis è completamente implosa... penso per la scarsa luce. L'Althernanthera non sembra avere sorte migliore quindi quando mi è stato regalato uno stelo di una piantina un po' meno esigente l'ho accettato di buon grado.

Ecco alcune informazioni raccolte qua e la su internet:
Ceratophyllum demersum: Tropica No. 021
Famiglia: Ceratofillacee.
Origine: Cosmopolita
Lunghezza: 5-200 cm.
Temperatura: 10-30°C
pH: 6.00 - 9.00
Illuminazione: intensa
Crescita: veloce
Riproduzione: talea
Difficoltà: facile
Moltiplicazione: per talea

Descrizione: Pianta erbacea perenne sommersa, munita di fusti ramificati e molto fragili, articolati; foglie sessili in verticilli, multifide in lacinie filiformi; sono raggruppate a sei o dodici con una lunghezza singola variabile dagli 8 ai 40 mm di lunghezza, e possono essere semplici o biforcate. I fiori raggiungono come massima i 2 mm di lunghezza e sono difficilmente notabili in quanto i loro petali hanno una colorazione verde come il resto della pianta,fiori solitari all'ascella delle foglie, quelli maschili in alto,quelli femminili in basso.
Il frutto consiste in una noce di 4–5 mm di lunghezza, solitamente con tre spine, due basali ed una apicale, per un totale di 1–12 mm di lunghezza.

Cresce in prevalenza in acque immobili o poco mosse, in stagni od acquitrini con una temperatura estiva di 15-30 °C ed uno status nutriente molto ricco.

Richiede cure costanti, regolari fertilizzazioni, CO2 ed acqua limpidissima.

Sovente è utilizzata per ossigenare acquari , è una pianta che ama fluttuare liberamente in superficie piuttosto che rimanere ancorata al substrato. Non possiede radici ma può anche essere ancorata ad un sasso senza bisogno
di interrarla.

Questa pianta è veramente efficace contro la lotta allo sviluppo delle alghe, dato che si nutre delle stesse sostanze nutritive e produce delle sostanze nocive che frenano il loro sviluppo.

Ecco lo stelo regalatomi che compare in mezzo alle piante di Limnophila:



lunedì 9 marzo 2009

Rifacimento primo piano

Il tentativo di rallentare il flusso del filtro per miglirarne l'efficienza è fallito nel giro di due giorni. Le piante mostravano un notevole peggioramento per cui ho ripristinato quello che ormai ritengo il livello ottimale.

La Lilaeopsis, che sembrava essere la pianta in migliori condizioni è decisamente peggiorata: foglie piccole, scure, piene di alghe (staghorn). Ne ho rimossa la maggior parte (a sinistra) per fare posto all' Hemianthus Callitrichoides, che sembra riprendersi, e tagliato a raso quella restante (a destra).

Vista la ripresa della Calli ne ho acquistato un nuovo vasetto per vedere se questa volta riesce ad avviarsi meglio.

Ho rimosso tutte le alghe e ripreso a fertilizzare a pieno ritmo sia con la fertilizzazione settimanale, sia integrando giornalmente Fe e K. Non si notano segni di alghe (a parte le staghorn) e le piante sembrano migliorare.

martedì 17 febbraio 2009

Staghorn

Le filamentose sembrano ormai scomparse. Le piante sono in ripresa ma le staghorn rimangono.
Oltre che su alcune foglie di microsorum sembrano particolarmente diffuse sulle foglie di lilaeopsis.


Per rimediare a queste alghe sto provando a migliorare l'efficienza del filtro biologico rallentando il flusso attraverso il filtro e cambiando la direzione del getto d'uscita con l'aggiunta di un tubicino di gomma. La migliore efficienza del filtro, una volta trovato il range ottimale di velocità di attraversamento da parte dell'acqua, dovrebbe diminuire l' NH a favore dell' NO3. Ciò dovrebbe sfavorire ulteriormente le alghe a favore delle piante .

Ho ridotto anche leggermente il dosaggio del potassio in quanto noto che i muschi sembrano "bruciacchiati" e rimane lo stelo in evidenza con poche foglie sulla cima.

Nell'insieme comunque l'acquario è notevolmente più gradevole del mese scorso.



giovedì 12 febbraio 2009

Filamentose scomparse

Agli inizi di' ottobre, notando un fermo nella crescita delle piante ed un calo della luminosità del neon di serie, che aveva 10 mesi di vita ho deciso di sostituirlo.
Sono passato da un anonimo neon con tonalità rosata ad un Sylvania 6500K ed il giorno dopo sono comparse alghe filamentose in quantità industriale.L'acquario era sempre stato esente da alghe se non quel minimo di puntini sui vetri e le muffe in avvio.

Come da manuale ho sospeso le fertilizzazioni ed effettuato una serie di cambi d'acqua ravvicinati con relativa pulizia manuale. Questo ha stabilizzato la situazione per cui le alghe non aumentavano più a vista, ma non tendevano nemmeno a regredire.

Mi è stato suggerito di cambiare il neon con un 865 o 965 della Philips. Sono riuscito a trovare un 865 e in capo ad alcuni giorni le piante sembravano giovarne leggermente ma le alghe ancora di più.
Nel frattempo era passata più di una settimana e avevo provato a riprendere la fertilizzazione dei micro ma ad ogni tentativo le alghe ripartivano in quarta.

Ho fatto quindi una serie di tentativi fra cui diminuzione del fotoperiodo, aumento dell'ossigeno, uso della paglia nel filtro, etc. senza risultati.

Siamo arrivati a dicembre e dopo avere letto un articolo sul Redfield Ratio ho deciso di fertilizzare con PO4. Dopo alcune ore le filamentose erano regredite. Le piante in ripresa visibile. La settimana dopo sono comparse delle
staghorn e dopo un'altra giornata, in alcuni punti, dei cianobatteri.

Ho sospeso di nuovo tutto e, visto che le filamentose erano saldamente ancorate al fondo di akadama, ho tentato di rimuovere parte del fondo (la superficie) e sostituirla con akadama presa dal sacco. La cosa ha funzionato e
in quelle aree le filamentose non si presentavano più.

A metà gennaio mi sono deciso ad aggiungere nuove piante raddoppiando di fatto la superficie piantumata. SI sono viste delle migliorie e un leggero regresso delle filamentose.

A quel punto dopo essermi riletto tutto lo scibile sulle alghe tre settimane fa ho tentato una mossa decisiva: ho
rimosso ogni granello di sporco dall'acquario, pulito le spugne, rimosso le foglie morte, tolto manualmente ogni indizio di alga, etc. Quattro ore di pulizia a fondo. Ho continuato fino al sabato successivo con questo metodo e poi al sabato ho fertilizzato normalmente.

Miracolo: domenica mattina l'acqua era trasparente come non mai. Nessuna traccia di filamentose. Qualche staghorn sulla punta delle piante più in difficoltà e le macchiette di ciano in regressione.

Alla domenica ho aggiunto 5 Caridina Japonica (alle 4 che avevo) che hanno dato il colpo di grazia alle alghe.


Ad oggi le filamentose sono scomparse. I cianobatteri stanno regredendo. Le staghorn resistono ma sono sotto controllo. Alcune piante sono leggermente sofferenti ma sembra che, aumentando la fertilizzazione, pian piano si riprendano.