Nel mese di febbraio ho cambiato, come ogni anno, il neon dell'acquario. E' noto che dopo 12 mesi la resa di un neon è più che dimezzata rispetto al momento della prima accensione anche se tale fatto non è rilevabile visivamente.
Sembra comunque che le alghe notino immediatamente la differenza in quanto, sistematicamente, ad ogni cambio del neon corrisponde l'inizio del periodo di rigoglio delle alghe nel mio acquario. Il forte incremento della quantità di luce disponibile è quindi l'elemento scatenante ma non la causa!
Ho l'abitudine di mantenere un regime di fertilizzazione molto basso e non ho modo di dosare separatamente i nitrati. Non potendo intervenire su questo elemento, non posso spingere molto la fertilizzazione in quanto qualsiasi variazione della fertilizzazione senza un corretto bilanciamento (per mancanza di apporto della giusta quantità di nitrati) mi porterebbe facilmente ad avere degli eccessi (o carenze indotte da eccessi) per cui sposterei solamente il problema ad un diverso punto.
Questo basso regime di fertilizzazione è sufficiente a non far andare in sofferenza delle piante poco esigenti, come le mie, in condizioni normali. Ma, probabilmente, l'aumento improvviso di luce disponibile scatena una maggiore richiesta di nutrienti da parte delle piante che, dopo un poco, vanno in carenza di utrienti e iniziano a deperire facilitando l'attacco algale.
La pulizia della vasca e la rimozione delle piante infestate limitano il problema ma non sono immediatamente risolutive. Il nuovo equilibrio viene raggiunto quando
- le piante hanno avuto il tempo di adattarsi al nuovo valore di luminosità
- la riduzione della massa delle piante (a causa della rimozione di quelle infestate) raggiunge un equilibrio con gli elementi (nitrati in particolare) disponibili in colonna d'acqua
- il neon ha ridotto la sua luminosità a sufficienza da non spingere le piante oltre il tasso di crescita consentito dagli elementi disponibili
Il processo potrebbe, forse, essere accelerato da una potatura drastica alle piante ma tale potatura dovrebbe essere, a mio parere, effettuata a zone. E' noto che a fronte di una potatura le piante reagiscono con un tempo di stasi vegetativa proprio di ogni specie. In tale fase la pianta non è più antagonista, delle alghe che la circondano, nell'assunzione di nutrienti e queste ultime vengono quindi favorite ulteriormente. Una potatura diffusa a tutto l'acquario quindi potrebbe favorire in maniera netta la crescita algale facendo si che tutte le piante si trovino contemporaneamente in fase di stasi.
La soluzione più ovvia consisterebbe nel sfruttare al massimo il momento del cambio della lampada aumentando l'apporto di anadride carbonica e degli altri elementi necessari alla crescita delle piante. Non è detto che questa sarebbe una soluzione efficiente in quanto, comunque le alghe sono più veloci delle piante ad adattarsi ad un nuovo regime di disponibilità di nutrienti.
Una alternativa potrebbe essere quella di frapporre fra la lampada e la superficie dell'acqua una retina in modo da ridurre leggermente la luminosità della nuova lampada. Tale retina dovrebbe avere maglie sufficientemente larghe da non fare ombra e dovrebbe essere possibile ridurre progressivamente l'efetto in modo da equilibrare esattamente il decadimento della luminosità. Tutto ciò richiederebbe, tuttavia, delle misure esatte e continue della luminosità che difficilmente sono effettuabili da un acquariofilo.
venerdì 30 marzo 2012
mercoledì 8 febbraio 2012
Quarto Anno
Sono passati quattro anni dall'avvio di questo acquario.
Nell'anno trascorso l'acquario è stato per un lungo periodo infestato da filamentose per cui il layout è stato poco curato e gli scatti sono stati pochi.
La situazione è stabile da quest'estate le alghe continuano sporadicamente a comparire ma sono ormai in grado di eliminarle in pochi giorni usandole come indicatore di carenze o eccessi. La cosa non ha un carattere razionale -dovrò decidermi a scrivere i mie ragionameni- ma a parità di alga e di condizione delle piante intervengo con pulizia e/o fertilizzazione e/o cambi d'acqua e/o filtraggio ottenendo risultati in tempi rapidi.
Ho raccolto un po' di scatti effettuati durante l'anno per rendermi conto dell'evoluzione della vasca nel tempo:
All'inzio dell'anno l'acquario mostrava una vegetazione rigogliosa che aveva ormai perso ogni layout imposto dalle potature.
Una modifica importante: la pietra che prima era completamente rcoperta dalla vegetazione a destra è stata spostata verso il centro appoggiandola alla pietra centrale. Questo permette una migliore gestione delle piante sulla destra e dà una migliore visibilità alle pietre.
Nell'anno trascorso l'acquario è stato per un lungo periodo infestato da filamentose per cui il layout è stato poco curato e gli scatti sono stati pochi.
La situazione è stabile da quest'estate le alghe continuano sporadicamente a comparire ma sono ormai in grado di eliminarle in pochi giorni usandole come indicatore di carenze o eccessi. La cosa non ha un carattere razionale -dovrò decidermi a scrivere i mie ragionameni- ma a parità di alga e di condizione delle piante intervengo con pulizia e/o fertilizzazione e/o cambi d'acqua e/o filtraggio ottenendo risultati in tempi rapidi.
Ho raccolto un po' di scatti effettuati durante l'anno per rendermi conto dell'evoluzione della vasca nel tempo:
10 Gennaio
All'inzio dell'anno l'acquario mostrava una vegetazione rigogliosa che aveva ormai perso ogni layout imposto dalle potature.
25 Gennaio
A fine gennaio le uniche modifiche sono quelle dovute ad una leggera potatura di mantenimento. Si notano già, in primo piano, le prime alghe filamentose.19 Febbraio
Una modifica importante: la pietra che prima era completamente rcoperta dalla vegetazione a destra è stata spostata verso il centro appoggiandola alla pietra centrale. Questo permette una migliore gestione delle piante sulla destra e dà una migliore visibilità alle pietre.
01 Ottobre
A ottobre l'acquario è molto spoglio a causa della rimozione delle piante che erano state infestate dalle alghe. In particolare il primo piano è molto spoglio...03 Dicembre
La ripresa delle piante è stata ottima e a fine anno sì è resa necessaria una potatura drastica per dare un po di spazio anche ai pesci...
giovedì 6 ottobre 2011
Un aggiornamento
Dopo la scomparsa completa delle alghe sono riuscito a far ricrescere abbastanza piante da poter pensare ad un layout nuovo.
Per il momento mi accontento di potature di mantenimento in attesa che la situazione torni stabile per il momento le piante mostrano un aspetto vigoroso e l'acquario è molto gradevole da guardare.
Una foto presa lateralmente rende evidente la notevole ripresa della vegetazione...
Per il momento mi accontento di potature di mantenimento in attesa che la situazione torni stabile per il momento le piante mostrano un aspetto vigoroso e l'acquario è molto gradevole da guardare.
Una foto presa lateralmente rende evidente la notevole ripresa della vegetazione...
mercoledì 31 agosto 2011
Alghe scomparse 2
Nonostante le pulizie effettuate in Aprile l'infestazione di alghe in acquario è continuata fino alla scorsa settimana. Nel periodo trascorso ho tentato anche di ridurre il regime di funzionamento della vasca togliendo la CO2 e riducendo la fertilizzazione. L'accorgimento non ha portato alcun beneficio se non di ridurre la velocità di crescita delle piante e quindi la frequenza delle potature.
Essendosi aggiunto, nel frattempo, alle filamentose anche un bloom algale l'acqua risultava leggermente velata di verde. Mancando di una lampada UV per risolvere il problema ho tentato di aumentare la filtrazione e togliere nutrimento alle alghe usando del carbone attivo.
Il sistema ha decisamente funzionato: dopo tre giorni di filtrazione l'acqua era cristallina e sulla reticella che tratteneva il carbone si era raccolto un ammasso di materia verde.
Questo ovviamente non ha risolto il problema delle alghe filamentose che nonostante le abbondanti pulizie continuavano ad infestare le piante in primo piano. A questo punto ho provato a dosare il carbonio organico (Carbon plus), tramite una siringa, direttamente sulle piante infestate invece che diluire la dose settimanale in superficie. Le piante interessate hanno mostrato un improvviso sviluppo con relativa regressione delle alghe.
Vista la reazione (in aggiunta a quanto sopra) ho fatto ripartire la CO2 con la cura che la quantità immessa fosse la minima possibile (ottenuta aggiungendo bicarbonato alla soluzione di acqua-lievito). Nel giro di due giorni tutti i tpi di alghe presenti hanno iniziato a regredire.
Lo scatto che segue mostra chiaramente come l'area (prima coperta da filamentose) sia completamente pulita fatto salvo tracce di cianobatteri nel punto di contatto fra il vetro frontale e il fondo.
Essendosi aggiunto, nel frattempo, alle filamentose anche un bloom algale l'acqua risultava leggermente velata di verde. Mancando di una lampada UV per risolvere il problema ho tentato di aumentare la filtrazione e togliere nutrimento alle alghe usando del carbone attivo.
Il sistema ha decisamente funzionato: dopo tre giorni di filtrazione l'acqua era cristallina e sulla reticella che tratteneva il carbone si era raccolto un ammasso di materia verde.
Questo ovviamente non ha risolto il problema delle alghe filamentose che nonostante le abbondanti pulizie continuavano ad infestare le piante in primo piano. A questo punto ho provato a dosare il carbonio organico (Carbon plus), tramite una siringa, direttamente sulle piante infestate invece che diluire la dose settimanale in superficie. Le piante interessate hanno mostrato un improvviso sviluppo con relativa regressione delle alghe.
Vista la reazione (in aggiunta a quanto sopra) ho fatto ripartire la CO2 con la cura che la quantità immessa fosse la minima possibile (ottenuta aggiungendo bicarbonato alla soluzione di acqua-lievito). Nel giro di due giorni tutti i tpi di alghe presenti hanno iniziato a regredire.
Lo scatto che segue mostra chiaramente come l'area (prima coperta da filamentose) sia completamente pulita fatto salvo tracce di cianobatteri nel punto di contatto fra il vetro frontale e il fondo.
lunedì 11 luglio 2011
Recupero delle Anubias
Nonostante le cure, negli ultimi mesi, ho visto le varie piante di Anubias riempirsi di alghe verdi e ridurre progressivamente la superficie fogliare. Alcuni rizomi hanno iniziato a marcire portando alcune piante al collasso nonostante le cure.
Dopo aver tentato un po' di tutto per recuperare le piante ho deciso di concentrarmi su tre soli esemplari per un ultimo tentativo.
Il primo l'ho semplicemente spostato in un contenitore riempito di acqua dell'acquario e abbondante fertilizzante (compreso carbonio organico) in modo da essere certo non vi fosse alcun tipo di carenza. Questo esemplare è letteralmente imploso come altri in precedenza.
Il secondo esemplare, ricordando che le Anubias sono piante sciafile, l'ho posto all'ombra ed ha mostrato pian piano di migliorare le condizioni anche se non in maniera soddisfacente.
Per il terzo, ricordando che queste piante non vivono, in natura, sempre sommerse l'ho adagiato sulla lana di perlon di cui è composto il prefiltro. Ho fatto in modo che le radici più lunghe fossero immerse ma che il rizoma e le foglie rimanessero esposte all'aria.
Il risultato è stato notevole: la pianta ha perso le vecchie foglie sommerse, che comunque erano danneggiate, ed ha emesso nuove foglie che, per quanto piccole di dimensioni, presentavano un bel colore verde brillante.
Quanto la pianta ha raggiunto le tre foglie ho provveduto a rimetterla in acquario dove sembra rimasta stabile da un paio di settimane a questa parte.

Ho provato ora a spostare una seconda pianta (più malridotta della precedente) nel prefiltro per capire se la tecnica è riproducibile, Nel frattempo ho spostato gli esemplari rimanenti all'ombra di altre piante per stabilizzare le loro condizioni.
Dopo aver tentato un po' di tutto per recuperare le piante ho deciso di concentrarmi su tre soli esemplari per un ultimo tentativo.
Il primo l'ho semplicemente spostato in un contenitore riempito di acqua dell'acquario e abbondante fertilizzante (compreso carbonio organico) in modo da essere certo non vi fosse alcun tipo di carenza. Questo esemplare è letteralmente imploso come altri in precedenza.
Il secondo esemplare, ricordando che le Anubias sono piante sciafile, l'ho posto all'ombra ed ha mostrato pian piano di migliorare le condizioni anche se non in maniera soddisfacente.
Per il terzo, ricordando che queste piante non vivono, in natura, sempre sommerse l'ho adagiato sulla lana di perlon di cui è composto il prefiltro. Ho fatto in modo che le radici più lunghe fossero immerse ma che il rizoma e le foglie rimanessero esposte all'aria.
Il risultato è stato notevole: la pianta ha perso le vecchie foglie sommerse, che comunque erano danneggiate, ed ha emesso nuove foglie che, per quanto piccole di dimensioni, presentavano un bel colore verde brillante.
Quanto la pianta ha raggiunto le tre foglie ho provveduto a rimetterla in acquario dove sembra rimasta stabile da un paio di settimane a questa parte.
Ho provato ora a spostare una seconda pianta (più malridotta della precedente) nel prefiltro per capire se la tecnica è riproducibile, Nel frattempo ho spostato gli esemplari rimanenti all'ombra di altre piante per stabilizzare le loro condizioni.
mercoledì 20 aprile 2011
Mikrom
Ho iniziato una modifica al protocollo di fertilizzazione. L'idea era di introdurre il Mikrom come fonte di microelementi,ed eventualmente integrare il ferro mancante al Mikrom con un altro prodotto.
Le necessità medie di una vasca abbondantemente piantumata si possono approssimare con i seguenti valori in ppm/assoluti (varie fonti - una attendibile sul forum Rare Aquatic Plants):
Vediamo di fare alcune considerazioni partendo dal Mikrom la cui composizione in % è:
Mg 3, SO3 6, Fe 4, B 0,5, Cu 0,5, Zn 1, Mn 4, Mo 0,2,
Ho quindi preparato una soluzione così composta: Acqua 100ml / Mikrom 10g.
Dosando settimanalmente 4ml di soluzione si ottengono i seguenti apporti:
Quindi:
Rimangono quindi 3 valori su cui ragionare:
NO3, CO2 e PO4 che sono i principali macro nonchè gli elementi del Redfield Ratio ovvero i valori dal cui equilibrio dipende la presenza di alghe in acquario.
Con l'introduzione del Mikrom vorrei tentare anche la riduzione della CO2 e di conseguenza le necessità di NO3 e PO4.
L'impianto a lievito di CO2 infatti non mi permette di regolare adeguatamente la dose di questo elemento e 'falsa' le necessità degli altri. Tenterò quindi di portare tutto a 'velocità' di richiesta minori.
Rimane un dubbio sull'oportunità di continuare o meno a dosare carbonio organico. Ultimamente non sembra più avere alcun effetto sulle piante per cui potrebbe essere sensata una sospensione se non altro per verificare la risposta dell'intero sistema acquario.
Dopo avere utilizzato per 4 settimane il Mikrom è rilevabile un primo cambiamento: con i vari fertilizzanti completi per acquario usati in precedenza il valore del ferro non era mai rilevabile, nemmeno misurando immediatamente dopo la fertilizzazione, neanche con fertilizzanti più specifici come il Ferropol. Misurando il valore del Fe in colonna pochi minuti dopo avere fertilizzato con il Mikrom sono riuscito a rilevare 0,2 mg/l. Questo sembrerebbe indicare un dosaggio più corretto e una migliore disponibilità in colonna.
Le necessità medie di una vasca abbondantemente piantumata si possono approssimare con i seguenti valori in ppm/assoluti (varie fonti - una attendibile sul forum Rare Aquatic Plants):
| 6-7 | pH |
| 6-11 | kH |
| 20-35 | CO2 |
| 5-15 | NO3 (oltre proliferazione alghe, >100 dannoso per i pesci) |
| 0 | NO2 |
| 0,2-1 | PO4 (oltre proliferazione alghe) |
| 30-40 | K (oltre non troppo dannoso) |
| 50-60 | Ca (oltre antagonismo Mg; in acquariofilia come in agricoltura si usa Ca:Mg 4:1) |
| 12-15 | Mg (oltre antagonismo Ca) |
| 0,1-0,5 | Fe (0,5 per vasche spinte con molte piante, oltre dannoso per i pesci) |
| 0,01-0,3 | B (oltre fitotossico) |
| 0,01-0,05 | Cu (>0,1 tossico per alghe, >0,5 tossico per i batteri, anche quelli di filtro e fondo) |
| 0,01-0,1 | Zn |
| 0,01-0,3 | Mn |
| 0,001-0,01 | Mo |
| 0,3-0,4 | dS/m EC |
Vediamo di fare alcune considerazioni partendo dal Mikrom la cui composizione in % è:
Mg 3, SO3 6, Fe 4, B 0,5, Cu 0,5, Zn 1, Mn 4, Mo 0,2,
Ho quindi preparato una soluzione così composta: Acqua 100ml / Mikrom 10g.
Dosando settimanalmente 4ml di soluzione si ottengono i seguenti apporti:
| Fe | 0,200 |
| Mn | 0,200 |
| B | 0,025 |
| Mo | 0,010 |
| Zn | 0,050 |
| Cu | 0,025 |
| Mg | 0,090 |
Quindi:
- la quantità di ferro è ovviamente corretta in quanto è il valore di target che è servito per calcolare la soluzione.
- Mn, B, Mo, Zn e Cu ricadono negli intervalli previsti.
- Non considero il Mg in quanto comunque utilizzo acqua di rubinetto dura (GH > 12) con abbondanti Mg e Ca (anche se non mi è noto il rapporto Ca/Mg)
Rimangono quindi 3 valori su cui ragionare:
NO3, CO2 e PO4 che sono i principali macro nonchè gli elementi del Redfield Ratio ovvero i valori dal cui equilibrio dipende la presenza di alghe in acquario.
Con l'introduzione del Mikrom vorrei tentare anche la riduzione della CO2 e di conseguenza le necessità di NO3 e PO4.
L'impianto a lievito di CO2 infatti non mi permette di regolare adeguatamente la dose di questo elemento e 'falsa' le necessità degli altri. Tenterò quindi di portare tutto a 'velocità' di richiesta minori.
Rimane un dubbio sull'oportunità di continuare o meno a dosare carbonio organico. Ultimamente non sembra più avere alcun effetto sulle piante per cui potrebbe essere sensata una sospensione se non altro per verificare la risposta dell'intero sistema acquario.
Dopo avere utilizzato per 4 settimane il Mikrom è rilevabile un primo cambiamento: con i vari fertilizzanti completi per acquario usati in precedenza il valore del ferro non era mai rilevabile, nemmeno misurando immediatamente dopo la fertilizzazione, neanche con fertilizzanti più specifici come il Ferropol. Misurando il valore del Fe in colonna pochi minuti dopo avere fertilizzato con il Mikrom sono riuscito a rilevare 0,2 mg/l. Questo sembrerebbe indicare un dosaggio più corretto e una migliore disponibilità in colonna.
martedì 19 aprile 2011
Reset
All'inizio del mese, nel giro di un paio di giorni, le filamentose che infestavano il primo piano sono esplose in una vera e propria infestazione che mi ha costretto ad un parziale reset della vasca.
Non volendo comunque intervenire in maniera drastica ho eseguito una serie di piccoli passi progressivi nelle settimane successive:
- Aumento della quantità nel cambio d'acqua: il primo giorno ho effettuato subito un cambio di 10l su 80 invece di 5l poi nei successivi sono passato da 10l/settimana a 15-20l/settimana a seconda della necessità.
- Pulizia abbondante del fondo e sostituzione del perlon nel pre-filtro ad ogni cambio d'acqua
- Rimozione di tutte le piante infestate cercando di recuperarle con potatura dal basso.
Questa parte è quella più delicata. Ho tolto le piante agendo per piccole aree iniziando con lasciare un area completamente libera sia dalle piante che da alghe.
Poi, visto che le piante mostravano sofferenza nelle foglie più vecchie e basse (che erano anche quelle più infestate dalle alghe), ho cercato di recuperarne la parte alta ripiantumandole nella zona libera.

Ad ogni pulizia ho liberato un'area adiacente spostando le piantine superstiti nell'ultima area liberata. Dalla foto sopra è evidente la differenza fra la parte sinistra dove ho effettuato la pulizia e la destra ancora infestata dalle alghe. Come si vede la porzione di pianta recuperata è a volte minima e si riduce ad 1cm circa di apice.
Non volendo comunque intervenire in maniera drastica ho eseguito una serie di piccoli passi progressivi nelle settimane successive:- Aumento della quantità nel cambio d'acqua: il primo giorno ho effettuato subito un cambio di 10l su 80 invece di 5l poi nei successivi sono passato da 10l/settimana a 15-20l/settimana a seconda della necessità.
- Pulizia abbondante del fondo e sostituzione del perlon nel pre-filtro ad ogni cambio d'acqua
- Rimozione di tutte le piante infestate cercando di recuperarle con potatura dal basso.
Questa parte è quella più delicata. Ho tolto le piante agendo per piccole aree iniziando con lasciare un area completamente libera sia dalle piante che da alghe.
Poi, visto che le piante mostravano sofferenza nelle foglie più vecchie e basse (che erano anche quelle più infestate dalle alghe), ho cercato di recuperarne la parte alta ripiantumandole nella zona libera.

Ad ogni pulizia ho liberato un'area adiacente spostando le piantine superstiti nell'ultima area liberata. Dalla foto sopra è evidente la differenza fra la parte sinistra dove ho effettuato la pulizia e la destra ancora infestata dalle alghe. Come si vede la porzione di pianta recuperata è a volte minima e si riduce ad 1cm circa di apice.
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