Dopo avere usato per oltre un mese il bicarbonato di potassio KHCO3 per aggiungere potassio e alzare i carbonati (KH), riscontrando valori relativamente alti per KH e PH, ho deciso di passare al Solfato di Potassio (K2SO4).
Ho quindi acquistato 1Kg di K2SO4 che è la confezione minima che era disponibile in farmacia.
Quindi ho calcolato le dosi per la soluzione basandomi su un articolo di aquagarden "La preparazione delle soluzioni NPK"
In base ai pesi molecolari dei componenti si ha che 1g di K2SO4 contiene (p.m. 2*K+)/(p.m. K2SO4) = (2*39,098)/174,258 = 0,449g di potassio.
Quindi per fornire un grammo di K+ devo fornire 1/0,449 = 2,227g di K2SO4
Preparando 500 ml di soluzione per 80 litri netti di acquario dovrei avere:
2,227x500x80/1000=89,08 g K2SO4 da inserire in un recipiente e portare in soluzione con acqua fino a raggiungere 500ml (non aggiungendo 500 ml di acqua ma la parte di acqua sufficiente a portare a 500ml).La soluzione ottenuta mi doserebbe 1mg di K per ogni ml di soluzione aggiunto nell'acquario.
A differenza di quanto accadeva per il bicarbonato di potassio, però, qui abbiamo superato il grado di solubilità del solfato di potassio in acqua per cui è necessario preparare una soluzione più diluita.
Per comodità ho preparato una soluzione che fornisce 1mk di K per ogni 10 ml di soluzione inserendo una dose di un decimo (8,908 g).
Penso di alternare questa soluzione a quella di bicarbonato di potassio fino a trovare un giusto rapporto fra gli elementi.
venerdì 25 luglio 2008
martedì 22 luglio 2008
Trasloco
Finalmente...
sabato scorso sono riuscito ad effettuare il trasloco degli inquilini dal vecchio acquario al nuovo.
Con un po' di pazienza sono riuscito ad acchiappare con un secchiello di plastica i due Corydoras e 6 cardinali e a trasferirli nel nuovo acquario.

Sono riuscito a non ferirli in alcun modo ma sono rimasti ugualmente un po' traumatizzati e adesso si nascondono in mezzo alle piante.
sabato scorso sono riuscito ad effettuare il trasloco degli inquilini dal vecchio acquario al nuovo.
Con un po' di pazienza sono riuscito ad acchiappare con un secchiello di plastica i due Corydoras e 6 cardinali e a trasferirli nel nuovo acquario.

Sono riuscito a non ferirli in alcun modo ma sono rimasti ugualmente un po' traumatizzati e adesso si nascondono in mezzo alle piante.
venerdì 11 luglio 2008
Utricularia graminifolia
La scorsa settimana sono riuscito ad acquistare finalmente una pianta di utricularia graminifolia (Tropica No 049B) per il primo piano.
Si tratta di una piamta carnivora dotata di utricoli per la cattura di piccoli insetti, semiemersa, originaria dell' Asia. Non dovrebbe crescere più di 2-5 cm e quindi come prato dovrebbe essere eccezionale.
La vasca più famosa basata quasi essenzialmente su questa pianta penso sia quella di Oliver Knott presso lo Kölle-Zoo, Ludwigshafen .
Il tempo di acclimatazione, secondo più fonti, è di 6-8 settimana poi, nelle condizioni ottimali dovrebbe formare un prato in poco tempo.
Come consigliatomi dal venditore ho lasciato la maggior parte degli steli nel grondan interrandolo, ma ne ho estratta una parte per verificare la differenza di propagazione degli stoloni.
Per il momento la pianta è ancora sofferente per la spedizione...

Si tratta di una piamta carnivora dotata di utricoli per la cattura di piccoli insetti, semiemersa, originaria dell' Asia. Non dovrebbe crescere più di 2-5 cm e quindi come prato dovrebbe essere eccezionale.
La vasca più famosa basata quasi essenzialmente su questa pianta penso sia quella di Oliver Knott presso lo Kölle-Zoo, Ludwigshafen .
Il tempo di acclimatazione, secondo più fonti, è di 6-8 settimana poi, nelle condizioni ottimali dovrebbe formare un prato in poco tempo.
Come consigliatomi dal venditore ho lasciato la maggior parte degli steli nel grondan interrandolo, ma ne ho estratta una parte per verificare la differenza di propagazione degli stoloni.
Per il momento la pianta è ancora sofferente per la spedizione...

giovedì 10 luglio 2008
Vista laterale
lunedì 30 giugno 2008
Planorbis
Dopo avere cercato per un po' su internet sono riuscito ad identificare gli ospiti più piccoli dell'acquario...
Si tratta di Planorbis, lumachine che, stando alle informazioni del sito Acquariofilia Consapevole, sono da considerarsi "mediamente" infestanti. Il loro guscio è perlopiù trasparente con riflessi argentei. Un paio di esemplari mostravano una colorazione rosata.

Sembrano svolgere il loro compito ripulendo le alghe e le parte danneggiate delle piante.
Penso che siano entrate nell'acquario assieme all' hemianthus callitricoide visto che sono comparse subito dopo l'acquisto di questa pianta.
Avendo già avuto altre esperienze con lumachine so bene quanto possono essere utili e quanto, allo stesso modo, possono essere invadenti, per cui cercherò di tenere sotto controllo la situazione, rimuovendo man mano quelle in eccesso e trasferendole nel "cubo" che ho dedicato alle varie specie.
Si tratta di Planorbis, lumachine che, stando alle informazioni del sito Acquariofilia Consapevole, sono da considerarsi "mediamente" infestanti. Il loro guscio è perlopiù trasparente con riflessi argentei. Un paio di esemplari mostravano una colorazione rosata.

Sembrano svolgere il loro compito ripulendo le alghe e le parte danneggiate delle piante.
Penso che siano entrate nell'acquario assieme all' hemianthus callitricoide visto che sono comparse subito dopo l'acquisto di questa pianta.
Avendo già avuto altre esperienze con lumachine so bene quanto possono essere utili e quanto, allo stesso modo, possono essere invadenti, per cui cercherò di tenere sotto controllo la situazione, rimuovendo man mano quelle in eccesso e trasferendole nel "cubo" che ho dedicato alle varie specie.
venerdì 27 giugno 2008
Carenze 4
I sintomi di carenza stanno sparendo!
Dopo la prematura morte di una neocaridina ho ripristinato la CO2 e, nella fretta, ho anche esagerato con il lievito per cui l'emissione di CO2 è decisamente alta.
Non so se si tratta di una conseguenza diretta ma in una sola giornata la Limnophila è crescita di 5 cm abbondanti in alcuni steli e il fusto sembra raddoppiato...

Bisogna tenere presente che, da quando sono comparsi i primi problemi, ho, comunque, iniziato a fertilizzare con Bicarbonato di Potassio e che nelle ultime due settimane ho alzato la dose di fertilizzante da 10 a 15 ml.
La somma di queste cose sembra avere risolto i vari sintomi di carenza:
Il muschio, le microsorium e le due piante di anubias sono stabili in buone condizioni anche se le alcune foglie di microsorium non sembrano riprendersi dai problemi precedenti.

La cardamine sembra ancora soggetta a clorosi in alcune foglie più vecchie ma presenta nuove crescite; l'echinodorus è stabile.
L' hemianthus callitricoide stà stolonando in maniera incredibile rispetto a prima.
Nei prossimi giorni vedrò di effettuare le dovute verifiche misurando i valori dell'acqua e valutando i progressi.
mercoledì 25 giugno 2008
Primo disastro
Ieri sera osservando l'acquario ho notato in un angolo una neocaridina sinensis a pancia in su.
Dopo una veloce verifica ho dovuto rassegnarmi a constatare che era effettivamente morta.
Mi sono preoccupato immediatamente di testare i parametri dell'acqua e rispetto al solito ho rilevato un PH leggermente più alto (7,4 anzichè 7,2) e una temperatura abbastanza elevata (27,8 °C). Entrambi i valori erano comunque ampiamente nel range di tollerabilità della specie che sono per altro dubbi in quanto fonti diverse indicano range notevolmente diversi. C'è da dire comunque che secondo alcune fonti il PH era vicino al limite e questo assieme ad altri fattori può aver causato il problema.
Mi sono premurato di effettuare immediatamente un cambio d'acqua con il doppio scopo di migliorarne la qualità e abbassare la temperatura. Inoltre ho ripristinato l'impianto di CO2 DIY che avevo mantenuto fermo a causa delle carenze mostrate dalle piante. La CO2 dovrebbe teoricamente abbassare il valore del PH e questo dovrebbe giovare.
Ecco una foto delle due tanichette per la CO2:
In questa foto (che risale a qualche settimana fa) la tanichetta di destra è quasi easurita mentre quella di sinistra è appena caricata. A valle della barretta forata di plastica bianca (che serve solo per distanziare i tubicini in modo da tenerli fermi) ci sono due valvole di non ritorno (una per ciascuna tanichetta) che oltre a impedire il rientro dell'acqua dell'acquario, permettono di staccare una tanichetta alla volta senza che dal relativo tubicino esca la CO2 prodotta dall'altra tanica.
I tubi che escono dalle due valvole di non ritorno si uniscono in una giunzione T che convoglia la CO2 ad una normale porosa per la diffusione. La porosa come si intravede da questa foto è stata scelta di colore verde per mimetizzarla tra le piante ed posizionata vicino all'ingresso del filtro.

Dopo una veloce verifica ho dovuto rassegnarmi a constatare che era effettivamente morta.
Mi sono preoccupato immediatamente di testare i parametri dell'acqua e rispetto al solito ho rilevato un PH leggermente più alto (7,4 anzichè 7,2) e una temperatura abbastanza elevata (27,8 °C). Entrambi i valori erano comunque ampiamente nel range di tollerabilità della specie che sono per altro dubbi in quanto fonti diverse indicano range notevolmente diversi. C'è da dire comunque che secondo alcune fonti il PH era vicino al limite e questo assieme ad altri fattori può aver causato il problema.
Mi sono premurato di effettuare immediatamente un cambio d'acqua con il doppio scopo di migliorarne la qualità e abbassare la temperatura. Inoltre ho ripristinato l'impianto di CO2 DIY che avevo mantenuto fermo a causa delle carenze mostrate dalle piante. La CO2 dovrebbe teoricamente abbassare il valore del PH e questo dovrebbe giovare.
Ecco una foto delle due tanichette per la CO2:
In questa foto (che risale a qualche settimana fa) la tanichetta di destra è quasi easurita mentre quella di sinistra è appena caricata. A valle della barretta forata di plastica bianca (che serve solo per distanziare i tubicini in modo da tenerli fermi) ci sono due valvole di non ritorno (una per ciascuna tanichetta) che oltre a impedire il rientro dell'acqua dell'acquario, permettono di staccare una tanichetta alla volta senza che dal relativo tubicino esca la CO2 prodotta dall'altra tanica.I tubi che escono dalle due valvole di non ritorno si uniscono in una giunzione T che convoglia la CO2 ad una normale porosa per la diffusione. La porosa come si intravede da questa foto è stata scelta di colore verde per mimetizzarla tra le piante ed posizionata vicino all'ingresso del filtro.

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