venerdì 3 maggio 2013

Guppy

Il tempo per aggiornare il blog è sempre scarso, quindi quello che, nelle intenzioni, doveva essere un diario alla fine diventa un riassunto degli ultimi mesi...
I Guppy (Poecilia reticulata) introdotti all'inizio dell'anno hanno fatto il loro dovere e già a metà gennaio si vedevano girare i primi 4 avanotti che ad oggi hanno l'aspetto, anche se non la taglia, degli individui adulti.
Nella foto che segue, scattata a metà marzo, si possono confrontare le dimensioni di una femmina adulta e di un giovane esemplare di 2 mesi.


A fine mese si vedevano altri 10 nuovi nati e ad oggi (fine Aprile) conto una trentina di piccoli Guppy a vari stadi di crescita.
Nella foto seguente si possono confrontare le dimensioni di un maschio adulto e di un avanotto con una settimana di vita (visibile in alto a destra vicino alla radice area di Cardamine lyrata)



Per quanto sovradimensionato l'acquario comincerà fra poco ad essere sovraffollato e dovrò iniziare a pensare come risolvere il problema.

Per fortuna non ho operato alcuna misura per tentare di far sopravvivere i piccoli avanotti e quindi si è già operata una selezione naturale, altrimenti le condizioni sarebbero già più critiche.

giovedì 3 gennaio 2013

Poecilia reticulata

Dopo molte titubanze e ripensamenti, ma con una gran voglia di rinnovare l'acquario (che era diventato fin troppo statico) ho deciso di introdurre alcuni esemplari di poecilia reticulata, pesce altrimenti noto come Guppy!
I guppy sono pesci scarsamente utilizzati nei plantacquari ma visto il loro stato di perenne movimento e le loro livree colorate sono decisamente piacevoli.
Normalmente richiederebbero una vasca dedicata in quanto essendo un pesce molto vivace è  da evitare l’abbinamento a specie tranquille e piuttosto statiche che non sopporterebbero il continuo movimento. Ma ho già avuto la fortuna di ospitarli in un acquario di comunità senza inconvenienti.
L'unico accorgimento (che po prontamente seguito) è di acquistare un numero di femmine molto maggiore dei maschi, anche se questi ultimi sono più colorati, per limitare lo stress che subiscono a causa del continuo corteggiamento. Ho deciso quindi di acquistare solo 2 maschi e 6 femmine.

Alcune informazioni raccolte qua e là sul web e alcune foto degli esemplari introdotti:

Specie: Poecilia reticulata
Gruppo:     Poecilidi
Famiglia:    Poeciliidae

Area di provenienza:     Centro/Sud America (Venezuela, Brasile settentrionale, Guyanas Trinidad and Tobago, Barbados, Antigua and Barbuda e le Antille olandesi).

Habitat: estuari, laghi e corsi d'acqua. Rinvenibile in torrenti caldi e nei loro effluenti, pozze e canali. Si incontra in vari habitat che variano da acque molto torbide di canali, laghetti e pozze fino a limpidi corsi montani d'alta quota. Sopporta un ampio range di salinità ma richiede di preferenza temperature elevate e acque quiete con molta vegetazione.

Livello di nuoto:  tutti i livelli, con preferenza per quello centro superiore.
Prospettiva di vita: 2-4 anni
Temperature: 18°- 30° consigliata 24° (64 -82 °F)
dGH: 6-15 °d
PH: 5.5 - 8.5
Rischi:   PPotenzialmente invasivo
Min. Dimensione acquario: 37.9 Litri (10 US G.)

Femmina
Alimentazione:
Già da piccoli gli avannotti si possono nutrire con mangime secco. Non necessitano di particolari attenzioni. Quando si possiede un acquario è più comodo fornire loro un mangime di base completo sbriciolato finemente. Questi pesci si nutrono di detriti, di piccoli insetti e di zooplancton.


Dimorfismo: il maschio presenta il gonopodio, la femmina la macchia gravidica. le femmine sono di dimensioni maggiori, incolori o poco colorate. Gli esemplari maschili sono solitamente più piccoli (3,5 cm) e più colorati che gli esemplari femminili (6 cm).
2 maschi 'in movimento'
Viene consigliato un rapporto di allevamento di 1 maschio ogni 3 femmine minimo.

Riproduzione: i maschi sono già sessualmente maturi a soli due mesi di vita mentre le femmine sono già in grado di essere fecondate a 3 mesi, tuttavia spesso gravidanze troppo premature portano a deformazione scheletrica nel dorso della madre e/o alla nascita di avannotti malformati. Si consiglia quindi di separare le femmine dai maschi fino al 6° mese di vita.
Le femmine rilasciano un numero variabile (30/40, ma anche un centinaio in alcune varietà) di avanotti già formati ogni 28 giorni.
Il periodo può variare di qualche giorno in funzione della temperatura, il numero degli avannotti è anche legato all'età e dimensione della femmina.

Il fenomeno della predazione intraspecifica nel guppy selezionati è molto presente, succede altresì che i nuovi nati non vengano toccati dagli adulti

Femmina
Nell’allevamento casalingo si sconsiglia l’utilizzo di nursery in rete e sale parto, in quanto le stesse, pur permettendo la sopravvivenza di un numero maggiore di nuovi nati, non sono congeniali al loro accrescimento in considerazione del fatto che:
•sono di ridottissime dimensioni e quindi non consentono agli occupanti di poter nuotare liberamente
•non consentono una efficace circolazione dell’acqua e possono essere soggette a sbalzi di inquinanti (no2) con conseguenze deleterie sugli avannotti.
Per veder crescere "naturalmente" gli avannotti basta che la vasca che li ospiterà insieme agli adulti non sia sovraffollata e sia abbondantemente piantumata.
Ideali sono le piante a crescita rapida che arrivino fino alla superficie o le piante galleggianti nelle cui radici gli avannotti possono trovare riparo

venerdì 20 luglio 2012

Aggiornamento


Un aggiornamento ogni tanto è utile per fare il punto della situazione.
Come previsto tre mesi fa, il neon ha diminuito la sua luminosità, le piante si sono adattate e le alghe sono diminuite.
Una potatura drastica nell'area frontale e nel centro della vasca ha fatto scomparire definitivamente le alghe e ha riportato l'acqua ad una certa limpidezza.


Il disegno globale della vasca ovviamente non è molto curato ma è comunque gradevole. Non si potrebbe presentare ad un concorso di aquascaping ma è comunque un acquario piacevole da guardare.






venerdì 30 marzo 2012

Fattore illuminazione

Nel mese di febbraio ho cambiato, come ogni anno, il neon dell'acquario. E' noto che dopo 12 mesi la resa di un neon è più che dimezzata rispetto al momento della prima accensione anche se tale fatto non è rilevabile visivamente.
Sembra comunque che le alghe notino immediatamente la differenza in quanto, sistematicamente, ad ogni cambio del neon corrisponde l'inizio del periodo di rigoglio delle alghe nel mio acquario. Il forte incremento della quantità di luce disponibile è quindi l'elemento scatenante ma non la causa!
Ho l'abitudine di mantenere un regime di fertilizzazione molto basso e non ho modo di dosare separatamente i nitrati. Non potendo intervenire su questo elemento, non posso spingere molto la fertilizzazione in quanto qualsiasi variazione della fertilizzazione senza un corretto bilanciamento (per mancanza di apporto della giusta quantità di nitrati) mi porterebbe facilmente ad avere degli eccessi (o carenze indotte da eccessi) per cui sposterei solamente il problema ad un diverso punto.
Questo basso regime di fertilizzazione è sufficiente a non far andare in sofferenza delle piante poco esigenti, come le mie, in condizioni normali. Ma, probabilmente, l'aumento improvviso di luce disponibile scatena una maggiore richiesta di nutrienti da parte delle piante che, dopo un poco, vanno in carenza di utrienti e iniziano a deperire facilitando l'attacco algale.

La pulizia della vasca e la rimozione delle piante infestate limitano il problema ma non sono immediatamente risolutive. Il nuovo equilibrio viene raggiunto quando
- le piante hanno avuto il tempo di adattarsi al nuovo valore di luminosità
- la riduzione della massa delle piante (a causa della rimozione di quelle infestate) raggiunge un equilibrio con gli elementi (nitrati in particolare) disponibili in colonna d'acqua
- il neon ha ridotto la sua luminosità a sufficienza da non spingere le piante oltre il tasso di crescita consentito dagli elementi disponibili

Il processo potrebbe, forse, essere accelerato da una potatura drastica alle piante ma tale potatura dovrebbe essere, a mio parere, effettuata a zone. E' noto che a fronte di una potatura le piante reagiscono con un tempo di stasi vegetativa proprio di ogni specie. In tale fase la pianta non è più antagonista, delle alghe che la circondano, nell'assunzione di nutrienti e queste ultime vengono quindi favorite ulteriormente. Una potatura diffusa a tutto l'acquario quindi potrebbe favorire in maniera netta la crescita algale facendo si che tutte le piante si trovino contemporaneamente in fase di stasi.

La soluzione più ovvia consisterebbe nel sfruttare al massimo il momento del cambio della lampada aumentando l'apporto di anadride carbonica e degli altri elementi necessari alla crescita delle piante. Non è detto che questa sarebbe una soluzione efficiente in quanto, comunque le alghe sono più veloci delle piante ad adattarsi ad un nuovo regime di disponibilità di nutrienti.

Una alternativa potrebbe essere quella di frapporre fra la lampada e la superficie dell'acqua una retina in modo da ridurre leggermente la luminosità della nuova lampada. Tale retina dovrebbe avere maglie sufficientemente larghe da non fare ombra e dovrebbe essere possibile ridurre progressivamente l'efetto in modo da equilibrare esattamente il decadimento della luminosità. Tutto ciò richiederebbe, tuttavia, delle misure esatte e continue della luminosità che difficilmente sono effettuabili da un acquariofilo.

mercoledì 8 febbraio 2012

Quarto Anno

Sono passati quattro anni dall'avvio di questo acquario.
Nell'anno trascorso l'acquario è stato per un lungo periodo infestato da filamentose per cui il layout è stato poco curato e gli scatti sono stati pochi.
La situazione è stabile da quest'estate le alghe continuano sporadicamente a comparire ma sono ormai in grado di eliminarle in pochi giorni usandole come indicatore di carenze o eccessi. La cosa non ha un carattere razionale -dovrò decidermi a scrivere i mie ragionameni- ma a parità di alga e di condizione delle piante intervengo con pulizia e/o fertilizzazione e/o cambi d'acqua e/o filtraggio ottenendo risultati in tempi rapidi.

Ho raccolto un po' di scatti effettuati durante l'anno per rendermi conto dell'evoluzione della vasca nel tempo:

10 Gennaio

All'inzio dell'anno l'acquario mostrava una vegetazione rigogliosa che aveva ormai perso ogni layout imposto dalle potature.

25 Gennaio

A fine gennaio le uniche modifiche sono quelle dovute ad una leggera potatura di mantenimento. Si notano già, in primo piano, le prime alghe filamentose.

19 Febbraio

Una modifica importante: la pietra che prima era completamente rcoperta dalla vegetazione a destra è stata spostata verso il centro appoggiandola alla pietra centrale. Questo permette una migliore gestione delle piante sulla destra e dà una migliore visibilità alle pietre.

01 Ottobre

A ottobre l'acquario è molto spoglio a causa della rimozione delle piante che erano state infestate dalle alghe. In particolare il primo piano è molto spoglio...

03 Dicembre
La ripresa delle piante è stata ottima e a fine anno sì è resa necessaria una potatura drastica per dare un po di spazio anche ai pesci...

giovedì 6 ottobre 2011

Un aggiornamento

Dopo la scomparsa completa delle alghe sono riuscito a far ricrescere abbastanza piante da poter pensare ad un layout nuovo.
Per il momento mi accontento di potature di mantenimento in attesa che la situazione torni stabile per il momento le piante mostrano un aspetto vigoroso e l'acquario è molto gradevole da guardare.

Una foto presa lateralmente rende evidente la notevole ripresa della vegetazione...

mercoledì 31 agosto 2011

Alghe scomparse 2

Nonostante le pulizie effettuate in Aprile l'infestazione di alghe in acquario è continuata fino alla scorsa settimana. Nel periodo trascorso ho tentato anche di ridurre il regime di funzionamento della vasca togliendo la CO2 e riducendo la fertilizzazione. L'accorgimento non ha portato alcun beneficio se non di ridurre la velocità di crescita delle piante e quindi la frequenza delle potature.
Essendosi aggiunto, nel frattempo, alle filamentose anche un bloom algale l'acqua risultava leggermente velata di verde. Mancando di una lampada UV per risolvere il problema ho tentato di aumentare la filtrazione e togliere nutrimento alle alghe usando del carbone attivo.
Il sistema ha decisamente funzionato: dopo tre giorni di filtrazione l'acqua era cristallina e sulla reticella che tratteneva il carbone si era raccolto un ammasso di materia verde.

Questo ovviamente non ha risolto il problema delle alghe filamentose che nonostante le abbondanti pulizie continuavano ad infestare le piante in primo piano. A questo punto ho provato a dosare il carbonio organico (Carbon plus), tramite una siringa, direttamente sulle piante infestate invece che diluire la dose settimanale in superficie. Le piante interessate hanno mostrato un improvviso sviluppo con relativa regressione delle alghe.
Vista la reazione (in aggiunta a quanto sopra) ho fatto ripartire la CO2 con la cura che la quantità immessa fosse la minima possibile (ottenuta aggiungendo bicarbonato alla soluzione di acqua-lievito). Nel giro di due giorni tutti i tpi di alghe presenti hanno iniziato a regredire.

Lo scatto che segue mostra chiaramente come l'area (prima coperta da filamentose) sia completamente pulita fatto salvo tracce di cianobatteri nel punto di contatto fra il vetro frontale e il fondo.